Numero1783

Sono sempre felice, sai perché? 
Perché io non mi aspetto niente
da nessuno, l’attesa fa sempre male.
I problemi non sono eterni
e hanno sempre una soluzione.
L’unica cosa che non ha soluzione
è la morte. Non permettere
a nessuno di offenderti, di umiliarti.
Non devi assolutamente farti
abbassare la tua autostima.
Le urla sono le armi dei vigliacchi,
di coloro che non hanno….ragione.
Troverai sempre persone
che ti vogliono dare
la colpa del loro fallimento,
ma ognuno avrà ciò che merita….
Goditi la vita, perché è molto breve,
amala pienamente e sii
sempre felice e sorridente,
vivi la tua vita intensamente.
E, ricorda:
Prima di discutere, respira;
Prima di parlare, ascolta;
Prima di criticare, esaminati;
Prima di scrivere, pensa;
Prima di far male, senti;
Prima di arrenderti, prova;
Prima di morire, VIVI !

William Shakespeare.

Numero1782

IL  PARADOSSO  DEL  MENTITORE

In logica il paradosso del mentitore (più propriamente antinomia del mentitore) è descritto come: data una proposizione autonegante come “Questa frase è falsa“, nessuno riuscirà mai a dimostrare se tale affermazione sia vera o falsa;

  • se infatti fosse vera, allora la frase non sarebbe veramente falsa (la verità della proposizione non invalida la falsità espressa nel contenuto della proposizione).
  • se invece la proposizione fosse falsa, allora il contenuto si capovolgerebbe (è come se dicesse “Questa frase è vera“) quando abbiamo appena affermato il contrario.

Numero1781

Di tutti i miracoli di Gesù,

menzionati nei Vangeli,

nemmeno uno si riferisce

alla guarigione di uno stupido.

Tanto è incurabile la stupidità.

 

Constantin Stoica.

Numero1780

La mente ci mette

più tempo a guarire,

che il corpo.

Numero1779

Le cellule del nostro corpo reagiscono

a tutto ciò che dice la mente.

La negatività abbatte

il nostro sistema immunitario.

Numero1778

La coscienza di essere malati

è il primo sintomo di guarigione.

Numero1777

La guarigione è la libertà

dalle preoccupazioni.

La guarigione è vivere

e non far finta di vivere.

La guarigione è la gratitudine.

La guarigione è l’equilibrio.

La guarigione è lasciarsi andare.

La guarigione è l’energia del momento.

 

Terry Guillemets.

Numero1776

La cosa che più

ti aiuta a guarire

è il buonumore.

 

Pindaro.

Numero1775

Il desiderio di guarire

è sempre stato

metà della salute.

 

Seneca.

Numero1774

I farmaci non sono sempre necessari,

la fede nella guarigione, lo è sempre.

 

Norman  Cousins

Numero1773

«Vorrei dire tutto ciò che c’è da dire

in una sola parola.

Odio quanto può succedere

tra l’inizio e la fine di una frase»

 

Leonard  Cohen

Numero1772

….Quando il mio tempo sfiorerà

la soglia dell’eternità

e qualche cosa mi dirà: ci siamo.

Quando guardandoti, vedrò

che senza il nostro amore no,

non avrai più quei giorni tuoi di prima.

Quando più calmo sembrerò

e la tua mano cercherò

perché il mio polso batterà più piano,

dopo aver accettato Dio,

prima di andarmene lo so,

un’altra volta, se potrò,

io ti dirò, come un addio,

….. ti amo.

 

A mia moglie      Charles  Aznavour.     (testo Italiano di Giorgio Calabrese).

Numero1771

DESIDERATA

Passa, tranquillamente, tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.

Finché è possibile, senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone.

Dì la verità con calma e con chiarezza, e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti, anche loro hanno una storia da raccontare.

Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito. Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.

Gioisci dei tuoi risultati, così come dei tuoi progetti.

Conserva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.

Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.

Sii te stesso. Soprattutto, non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all’amore, poiché, a dispetto di tutte le aridità e disillusioni, esso è perenne come l’erba.

Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall’età, lasciando, con un sorriso sereno, le cose della giovinezza.

Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l’improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con l’immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.

Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. Tu sei figlio dell’Universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad essere qui. E, che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l’Universo ti si stia schiudendo, come dovrebbe.

Perciò, sii in pace con Dio, comunque tu lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima, pur nella rumorosa confusione della vita.

Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora, e pur sempre, un mondo stupendo.

Fai attenzione.

Cerca di essere felice.

A  MIO  FIGLIO.

Numero1770

FILOSOFIA

I filosofi antichi avevano la tendenza a filosofeggiare, anche in modo paradossale, se non proprio, in modo finemente umoristico.

“L’umorismo può esistere solo là dove la gente distingue ancora il confine tra ciò che è importante e ciò che non lo è.
E questo confine, oggi, non si distingue più .           (Milan Kundera).

Preghiera di Sant’Agostino, da ragazzo, al Signore : “Fammi casto, ma non subito”.

Socrate, passando per i mercati stracolmi di merce di ogni genere, era solito esclamare: “Guarda quante cose….che non mi servono!”.

Al momento della sua condanna a morte, mentre la moglie Santippe piange, si dispera e non smette di ripetere che lo stanno uccidendo ingiustamente, Socrate se ne esce con la battuta : “Avresti preferito che mi uccidessero giustamente?”.

Alessandro Magno, chiede a Diogene, il cinico (significa. che conduce una vita da cane N.d.R.), se ha paura di lui, questi replica : “Dipende, tu sei un bene o un male?”. “Un bene, non ci sono dubbi”  risponde Alessandro.
Allora Diogene lo liquida, dicendo : “Allora, perché mai dovrei aver paura di te?”.

Un vasaio chiede a Socrate che cosa sia meglio : sposarsi o rimanere scapolo, lui risponde ; “Qualunque scelta farai, te ne pentirai!”.

Epimenide* di Creta (famoso per il paradosso “Tutti i Cretesi sono bugiardi”), andò in India e chiese a Buddha : “Sapresti dirmi qual è la domanda migliore che si possa fare e qual è la risposta migliore che si possa dare?”. Buddha gli rispose : “La domanda migliore che si possa fare è quella che mi hai appena fatto, e la risposta migliore che si possa dare è quella che ti sto dando io, ora”.

Epicuro si trova nel suo orto e, mentre impartisce una lezione a cinque suoi allievi, sta innaffiando filari di rape, carote e altre verdure che serviranno per un banchetto. In realtà, egli continua ad innaffiare le verdure, mentre la brocca è ormai vuota. Un allievo glielo fa notare e, anziché ammettere la distrazione, Epicuro ribatte  : “Se, veramente, continuassi ad innaffiare, il fatto che la brocca sia vuota non sarebbe rilevante. In realtà, non sto innaffiando, come tu hai detto, ma sto facendo soltanto il gesto di innaffiare. Insomma, sto facendo un innaffiamento “platonico”.

 

Il paradosso del mentitore: versione originale.

La prima formulazione del paradosso si trova nella Lettera a Tito di Paolo di Tarso:

Uno di loro, proprio un loro profeta, ha detto: «I Cretesi sono sempre bugiardi, brutte bestie e fannulloni». Questa testimonianza è vera.»
(Lettera a Tito)

Il “profeta” a cui allude Paolo sarebbe Epimenide di Creta (VI secolo a.C.), di cui non ci restano scritti.

Se assumiamo che l’affermazione sia vera, allora sarebbe vero che Epimenide, in quanto cretese, è un bugiardo. Ma allora la sua affermazione «i Cretesi sono sempre bugiardi» non sarebbe vera ed otterremmo una contraddizione. Se invece assumiamo che l’affermazione sia falsa, allora sarebbe vera la negazione di «i Cretesi sono sempre bugiardi», cioè sarebbe vero che alcuni cretesi dicono la verità e alcuni mentono. In questo caso non vi sarebbe alcuna contraddizione e potremmo identificare Epimenide come uno dei cretesi che mentono. Per quanto argomentato nel caso precedente, non può infatti esser vero che Epimenide dica la verità.

Numero1769

L’ ETERNA  DOMANDA : COSA  C’ È  DOPO?

Nel ventre di una donna incinta, si trovano due bebè. Uno di loro chiede all’altro:
“Tu credi alla vita dopo il parto?”.
“Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi”.
“Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?”
“Non lo so, ma sicuramente…. ci sarà più luce che qua. Magari, cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo con la bocca”.
“Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca? Ridicolo! Il cordone ombellicale è la via d’alimentazione…. Ti dico una cosa : la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombellicale è troppo corto”.
“Invece, io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui”.
“Però, nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E, in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla”.
“Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremo la mamma e lei si prenderà cura di noi”.
“Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?”.
“Dove? Tutta intorno a noi! È in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei, tutto questo mondo non esisterebbe”.
“Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista”.
“Ok, ma, a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai?…. io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che, ora, stiamo soltanto preparandoci ad essa”.