Numero1441

Death is nothing at all. 
It does not count. 
I have only slipped away into the next room. 
Nothing has happened.

Everything remains exactly as it was. 
I am I, and you are you, 
and the old life that we lived so fondly together is untouched, unchanged. 
Whatever we were to each other, that we are still.

Call me by the old familiar name. 
Speak of me in the easy way which you always used. 
Put no difference into your tone. 
Wear no forced air of solemnity or sorrow.

Laugh as we always laughed at the little jokes that we enjoyed together.
Play, smile, think of me, pray for me. 
Let my name be ever the household word that it always was. 
Let it be spoken without an effort, without the ghost of a shadow upon it.

Life means all that it ever meant. 
It is the same as it ever was. 
There is absolute and unbroken continuity. 
What is this death but a negligible accident?

Why should I be out of mind because I am out of sight? 
I am but waiting for you, for an interval, 
somewhere very near, 
just round the corner.

All is well. 
Nothing is hurt; nothing is lost. 
One brief moment and all will be as it was before. 
How we shall laugh at the trouble of parting when we meet again!

Henry Scott Holland

 

La morte non è niente.

Sono solamente passato dall’altra parte:

è come se fossi nascosto

nella stanza accanto.

Io sono sempre io e tu sei sempre tu.

Quello che eravamo prima,

l’uno per l’altro, lo siamo ancora.

Chiamami con il nome che mi hai sempre dato,

che ti è familiare; parlami nello stesso modo

affettuoso che hai sempre usato.

Non cambiare tono di voce,

non assumere un’aria solenne o triste.

Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,

di quelle piccole cose che tanto ci piacevano

quando eravamo insieme.

Prega, sorridi, pensami!

Il mio nome sia sempre

la parola familiare di prima:

pronuncialo senza la minima traccia

d’ombra o di tristezza.

La nostra vita conserva tutto il significato

che ha sempre avuto: è la stessa di prima,

c’è una continuità che non si spezza.

Dovrei essere fuori dai tuoi pensieri

e dalla tua mente, solo perché

sono fuori dalla tua vista?

Non sono lontano, sono dall’altra parte,

proprio dietro l’angolo.

Rassicurati, va tutto bene.

Ritroverai il mio cuore,

ne ritroverai la tenerezza purificata.

Asciuga le tue lacrime e non piangere,

se mi ami, il tuo sorriso è la mia pace.

 

Uno degli apocrifi che vengono falsamente attribuiti dal web a sant’Agostino è del canonico Anglicano Henry Scott Holland. La preghiera appartiene ad un sermone che egli pronunciò in St Paul’s Cathedral a Londra il 15 maggio 1910, poco dopo la morte del re EdoardoVII.
Sant’Agostino ha scritto altri “pensieri” sulla morte e sull’aldilà. Non questo: è troppo “laico” e “moderno”.

 

Numero1438

Per moltissimo tempo,

anche senza rendermene

conto, non facevo che

cercare di essere mio

padre, che era un tipo

affascinante, un

giocatore, un po’

poeta, un po’

intrigante, un po’

cialtrone…. un tipo

fra Rimbaud e

Fitzgerald. Mio padre

era un amorale, non

gliene fregava niente

di niente. Io, invece,

sono moralissimo,

anche se non in senso

cattolico. Sento una

discriminante tremenda

fra il bene e il male.

Nel momento in cui

sono riuscito a

distaccarlo, ho

cominciato a

liberarmene. Sì,

bisogna assolutamente

uccidere la figura

paterna. O almeno,

castrarla, come

racconta il mito di

Urano, e il mito è

alla base di tutto.

Castrare il padre non

tanto perché, come

dice Freud, ti

toglie la madre, ma

soprattutto perché

toglie la forza

a te stesso.

 

Roberto Vecchioni.

Numero1437

Mormora fioco l’inverno

nei ricordi di carta.

Ancora nella tua stanza

chiusa si sente

l’alito di brace spenta.

Un desiderio di vento

scavalca la vetrata

e s’interrompe, e sparge

brace sui pavimenti.

 

Tu mi hai raccolto, perché avevo freddo.

 

Roberto Vecchioni.

Numero1436

Non ho voglia di niente: cavalli,

poeti, inganni, bicchieri. Non ho sonno,

né fame, niente di tuo

non mi appartiene, sarai domani

la donna mia di ieri.

 

Roberto Vecchioni.

Numero1434

In principio erat Verbum.

 

In principio era il Verbo.

Poi venne il nome,

il pronome,

l’aggettivo;

l’articolo, la prassi, la frase,

il sostantivo

maschile, femminile.

 

E non capimmo più niente.

 

Roberto Vecchioni

Numero1429

Mi piace pensare alla musica,

come a una scienza delle emozioni.

George Gershwin.

Numero1427

Prendete la vita con leggerezza,

perché la leggerezza

non è superficialità.

Italo Calvino.

Numero1414

Vivi la vita come puoi,

perché, come vuoi,

non puoi.

Jim Morrison.

Numero1410

Il dogma è nient’altro

che un esplicito divieto

di pensare.

Ludwig Feuerbach

Numero1409

La filosofia è

la palingenetica obliterazione

dell’io cosciente,

che s’infutura

nell’archetipo prototipo

dell’antropomorfismo universale.

Numero1407

Quello che tu pensi di te stesso

è molto più importante di quello

che gli altri pensano di te.

Seneca.

Numero1400

Amare se stessi è l’inizio

di una storia d’amore

lunga tutta una vita.

Oscar Wilde.

Numero1399

Non amare chi ti tratta,

come fossi ordinario.

Oscar Wilde.

Numero1395

Che fine ha fatto la semplicità?

Sembriamo tutti messi

su un palcoscenico

e ci sentiamo tutti in dovere 

di dare spettacolo.

Charles Hank Bukowski.

Numero1393

Non è la specie più forte

che sopravvive,

né la più intelligente,

ma quella più ricettiva

ai cambiamenti.

Charles Darwin.