Numero1897

Segnalato da Rita

 

Quello sguardo casuale

fu l’origine

di un cataclisma

d’amore.

 

Gabriel Garcia Marquez          L’ amore ai tempi del colera.

Numero1895

Segnalata da Rita

Questi versi di Umberto Saba riescono ancora oggi a toccarci nel profondo
dando voce alla nostra paura più grande: perdere chi amiamo.

 

ADDIO

Dimmi tu addio,

se a me dirlo non riesce.

Morire è nulla,

perderti è difficile!

 

Umberto Saba.

Numero1887

Segnalato da mio figlio Alexis

 

La mancanza di razionalità, nell’affrontare

molti temi e fenomeni sconosciuti o insoliti,

è comune e frequente a causa di un errore

cognitivo della mente umana.

La mente umana si rifiuta di prendere

in seria considerazione tutte le ipotesi

che sono in eccessiva dissonanza 

con i propri precetti morali.

È, quindi, un errore causato

dalla distorsione morale del giudizio.

 

Roberto Quaglia.

 

(N.d.R. : insomma, tutto ciò che non ci piace o è non attendibile o è falso.
Specularmente, solo ciò che ci piace potrebbe essere vero e credibile.
Su questa lacuna cognitiva della mente umana, sono basati  atteggiamenti fideistici e comportamenti come il negazionismo e la credulità).

Numetro1886

It is, often, the case that the person

who shouts “Catch the thief!” the loudest,

happens to be the thief himself.

 

Spesso si scopre che quello che grida,

più forte di tutti “Al ladro, al ladro!”,

è il ladro stesso.

 

Dimitry Orlov.

Numero1885

In politica, nulla succede per caso.

Se succede, potete scommetterci

che era stato pianificato così.

 

Franklin Delano Roosevelt

Numero1884

Le domande non sono mai indiscrete,

lo sono, a volte, le risposte.

 

Oscar Wilde

Numero1878

 

Segnalata da mio nipote Alan.

Questa è la magistrale lettera che il preside del il liceo Volta di Milano, Domenico Squillace, ha scritto a tutti gli studenti della scuola e pubblicata sul sito. Perdete qualche minuto per leggerla: è un capolavoro.

AGLI STUDENTI DEL VOLTA

“La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia…..”

Le parole appena citate sono quelle che aprono il capitolo 31 de “I Promessi sposi”, capitolo che insieme al successivo è interamente dedicato all’epidemia di peste che si abbatté su Milano nel 1630. Si tratta di un testo illuminante e di straordinaria modernità che vi consiglio di leggere con attenzione, specie in questi giorni così confusi. Dentro quelle pagine c’è già tutto, la certezza della pericolosità degli stranieri, lo scontro violento tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria…. In quelle pagine vi imbatterete fra l’altro in nomi che sicuramente conoscete frequentando le strade intorno al nostro Liceo che, non dimentichiamolo, sorge al centro di quello che era il lazzaretto di Milano: Ludovico Settala, Alessandro Tadino, Felice Casati per citarne alcuni. Insomma più che dal romanzo del Manzoni quelle parole sembrano sbucate fuori dalle pagine di un giornale di oggi.

Cari ragazzi, niente di nuovo sotto il sole, mi verrebbe da dire, eppure la scuola chiusa mi impone di parlare. La nostra è una di quelle istituzioni che con i suoi ritmi ed i suoi riti segna lo scorrere del tempo e l’ordinato svolgersi del vivere civile, non a caso la chiusura forzata delle scuole è qualcosa cui le autorità ricorrono in casi rari e veramente eccezionali. Non sta a me valutare l’opportunità del provvedimento, non sono un esperto né fingo di esserlo, rispetto e mi fido delle autorità e ne osservo scrupolosamente le indicazioni, quello che voglio però dirvi è di mantenere il sangue freddo, di non lasciarvi trascinare dal delirio collettivo, di continuare – con le dovute precauzioni – a fare una vita normale. Approfittate di queste giornate per fare delle passeggiate, per leggere un buon libro, non c’è alcun motivo – se state bene – di restare chiusi in casa. Non c’è alcun motivo per prendere d’assalto i supermercati e le farmacie, le mascherine lasciatele a chi è malato, servono solo a loro. La velocità con cui una malattia può spostarsi da un capo all’altro del mondo è figlia del nostro tempo, non esistono muri che le possano fermare, secoli fa si spostavano ugualmente, solo un po’ più lentamente. Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l’imbarbarimento del vivere civile. L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque, il pericolo è quello di guardare ad ogni nostro simile come ad una minaccia, come ad un potenziale aggressore. Rispetto alle epidemie del XIV e del XVII secolo noi abbiamo dalla nostra parte la medicina moderna, non è poco credetemi, i suoi progressi, le sue certezze, usiamo il pensiero razionale di cui è figlia per preservare il bene più prezioso che possediamo, il nostro tessuto sociale, la nostra umanità. Se non riusciremo a farlo la peste avrà vinto davvero.

Vi aspetto presto a scuola.
Domenico Squillace

 

Numero1877

 

Costruire teorie prima

di aver raccolto i fatti,

è un errore madornale:

conduce ad adattare

i fatti alle teorie,

invece che adattare

le teorie ai fatti.

 

Sir Arthur Conan Doyle.

(Scrittore scozzese,  capostipite del genere letterario detto “giallo deduttivo”, autore dei romanzi con protagonista Sherlock Holmes).

Numero1873

Quando fai qualcosa

di nobile e bello

e nessuno lo nota,

non essere triste.

Il sole, ogni mattina,

quando si alza, è

 uno spettacolo bellissimo,

e tuttavia, la maggior

parte della gente

dorme ancora.  

 

John Lennon.

Numero1867

 

I’m not happy with all the analyses that go with just the classical theory, because nature is not classical, dammit, and if you want to make a simulation of nature, you’d better make it quantum mechanical.

Io non sono contento di tutte le analisi che vanno avanti secondo la teoria della Fisica classica, perché la natura non è classica, maledizione, e se tu vuoi fare una simulazione della natura, è meglio che segui la Fisica della Meccanica Quantistica.

 

Richard P. Feynman        1982

Department of Physics – California Institute of Technology.

Numero1866

 

UNDERSTANDING  VS  KNOWING

Capire  contro  sapere.

 

I learned very early the difference between knowing the name of something and knowing something.

Ho imparato molto presto la differenza fra il conoscere il nome di qualcosa
e il conoscere qualcosa.

 

Richard P. Feyhman

Numero1861

Non è possibile pensare con chiarezza,

se non si è capaci

di parlare e scrivere con chiarezza.

 

John Searle

Numero1855

È quando le aspettative

sono ridotte a zero,

che si apprezza veramente

ciò che si ha.

 

Stephen Hawking

Numero1854

Se tutti facessero un po’ di silenzio,

forse qualcosa potremmo capire.

 

Federico Fellini.

Numero1853

A che cosa serve

essere bella dentro,

se poi non entra nessuno?

 

Amanda Lear.