Se il discepolo
non supera il maestro
il maestro ha fallito.

Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Se il discepolo
non supera il maestro
il maestro ha fallito.
La storia della mia vita
dice che non sono stato nessuno.
L’età dei miei anni
dice che starei per morire.
In realtà, mi sembra
di non essere mai nato
e che avrei tanto da fare.
E, se la morte è il prezzo
da pagare per rinascere,
allora, alla fine, così sia,
ma per una vita migliore
e, stavolta, tutta mia.
15 Febbraio 2019.
La cultura è
passione per il sapere
e un buon viatico
verso la saggezza.
Ognuno in sé,
giorno dopo giorno,
costruisce l’infinito.
Puoi andare dappertutto,
ma non ti allontanerai mai,
da quello che hai dentro.
Se dovete scegliere
fra l’onestà e il denaro,
scegliete l’onestà
e sarete i più ricchi del mondo.
La bontà è la forma più elevata
di ciò che definiamo “intelligenza”.
Come vorrei sapere
se al bambino che ero
piace l’uomo che sono.
I piccoli piaceri della vita
sono le medicine dell’anima.
Ascoltare davvero
è sentire ciò
che l’altro non dice.
La vita non è quella che viviamo,
ma quella che desideriamo,
quel sogno tenuto nel cuore
e che non raccontiamo a nessuno.
Se c’è qualcosa che vorresti fare, falla. Falla adesso.
Perché i rimpianti ti logoreranno. Agisci “di pancia”.
Sii vittima, consapevole, delle tue emozioni.
Se dovesse andare male, potrai guardarti allo specchio
e dire di averci provato, quindi di aver vissuto.
Tanto, quando arriverà l’età in cui tirerai le somme,
sarai più deluso dalle cose non fatte, che da quelle andate male.
Perché dalle batoste si guarisce, dai “se avessi fatto”, no.
Ogni mattina,
ti è data la facoltà
di scegliere come
agire, fare, essere.
Sii il meglio
di ciò che sei.
Il ritorno alla felicità
passa sempre
sulla via del pianto.
Viviamo all’interno
di una grossa ipotesi,
seduti al di sopra
di un punto di domanda.