È meglio essere bello
che essere buono,
ma è meglio essere buono
che essere brutto.
Oscar Wilde.

Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
È meglio essere bello
che essere buono,
ma è meglio essere buono
che essere brutto.
Oscar Wilde.
SLOW LIFE.
Mentre la fretta è un mestiere,
la lentezza è un’arte.
Molto spesso sottovalutiamo l’importanza dell’attesa, quasi la consideriamo una perdita di tempo. Invece, non è così: l’attesa è preziosa, ci consente di parlare e conoscerci.
La vecchiaia è, forse, la fase della vita che, più di tutte, ci consente di godere della lentezza. Detto questo, se qualcuno mi chiedesse qual è il mio metodo di vita, risponderei che si può godere di un attimo fuggente, ma ho anche sempre creduto nei tempi lunghi e nel fatto che il tempo è galantuomo.
Però, ecco, il vecchio, ad un certo punto, smette di imparare, si rifiuta, si rinchiude. Io non ho mai smesso di imparare e, forse, è stata proprio la curiosità ad aiutarmi a mantenere giovane, se non il corpo, almeno lo spirito.
Luciano De Crescenzo Sono stato fortunato.
LA LETTERA D
La lettera D è una lettera da non sottovalutare:
Dio, Diavolo, Dubbio, Dopo, sono tutti concetti che cominciano per D.
“Il Dopo? Che cos’è il Dopo?”
“Il Dopo è la domanda numero uno, quella che ci angoscia. A proposito, anche Domanda comincia per D. Ma sentiamola pure questa Domanda: che cosa accadrà Dopo? Vivremo una nuova vita, Dopo? O ci annienteremo nel Nulla?”
“E qual è la risposta?”
“La risposta è: non lo so.”
“Un po’ deludente!”
“Perché mai? Che senso ha credere alla cieca, quando basta aspettare qualche anno per conoscere la verità? Perché credere in qualcosa che, Dopo, potrebbe rivelarsi non vero?”
“Perché anche la Fede presenta i suoi vantaggi, toglie l’ansia, per esempio, e perché, alla fine, pure Dogma comincia per D.”
“Il problema non si pone. Il Caso, o il Destino (comincia per D), il Big Bang o Nostro Signore, non fa alcuna differenza. Un giorno lo verremo a sapere. Quando io combatto la Fede, non lo faccio perché non credo all’esistenza di Dio, ma perché desidero “non riposarmi” sul Dogma. Preferisco vivere dubitando, piuttosto che archiviare Dio come un dato acquisito. Vivo più io in compagnia dell’idea di Dio che non un cattolico osservante.”
“E si può vivere senza certezze?”
“Sì, se si è capaci di sperare.”
Luciano De Crescenzo Sono stato fortunato.
Il Punto Interrogativo
è il simbolo del Bene.
Il Punto Esclamativo
è il simbolo del Male.
Quando, sulla strada, vi imbattete nei Punti Interrogativi, nei sacerdoti del Dubbio Positivo, allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche.
Quando, invece, incontrate i Punti Esclamativi, i paladini delle Grandi Certezze, i puri della Fede Incrollabile, allora mettetevi paura, perché la Fede, molto spesso, si trasforma in violenza.
E, badate bene, che io, qui, non sto parlando solo di Fede religiosa, ma anche di Fede politica e di Fede sportiva, di qualsiasi tipo di Fede, insomma.
Gli integralisti islamici, i tifosi di calcio, i brigatisti neri o rossi, appartengono tutti ad una stessa razza, quella che ritiene di essere la sola a possedere la Verità, come se poi potesse esistere davvero una Verità unica e incontrovertibile.
Il Dubbio, invece, è una divinità discreta, è un amico che bussa con gentilezza alla vostra porta. Il Dubbio espone con calma le proprie idee ed è pronto a cambiarle radicalmente non appena qualcuno gli dimostrerà che sono sbagliate.
Luciano De Crescenzo Sono stato fortunato.
LO ZETICISMO
Scuola di pensiero di coloro che cercano sempre,
anche se non trovano mai.
Zetétes, in Greco antico, significa “Cercatore“.
Ma che gusto c’è a cercare e a non trovare?
“La gioia non sta sulla vetta, ma nella salita,
altrimenti gli scalatori si farebbero depositare
dagli elicotteri direttamente sul cocuzzolo
delle montagne”.
Luciano De Crescenzo Sono stato fortunato
IL DUBBIO POSITIVO
“Il saggio non nega e non afferma,
non si esalta e non si abbatte,
non crede né all’esistenza di Dio,
né alla sua non esistenza.
Il saggio non ha certezze,
ha solo ipotesi, più o meno probabili”.
E, allora, che fa?
“Aspetta”.
Quale protocollo segue? Come procede?
“Primo, l‘epoché o sospensione del giudizio,
secondo, l’afasia o rifiuto del parlare,
terzo, l’atarassia o assenza dell’angoscia”.
Luciano De Crescenzo Sono stato fortunato.
Ci sono 4 sostanze alimentari, il cui consumo, se sregolato od eccessivo, può diventare tossico per il nostro organismo:
lo zucchero,
il sale,
la farina,
il latte.
Non ci meravigliamo se sono molto importanti e comuni nella nostra alimentazione: ricordiamoci che è la dose che fa il veleno.
Sorprendiamoci, però, nel constatare che sono tutte e 4 BIANCHE.
Nei totalitarismi (regimi comunisti, dittature politiche o militari di destra o di sinistra, governi ispirati o controllati da dogmatismi religiosi), esiste la certezza, la sicurezza, la garanzia che tu sarai uno dei tanti, uguale a tutti gli altri, sparso e indistinto in mezzo al gregge: una pecora, in un grande recinto, destinata a mangiare la stessa erba delle altre pecore. L’erba, magari, non ti mancherà, ma non avrai, mai, altro che quella.
Nei sistemi liberal democratici, tu avrai l’opportunità, la probabilità, ma anche il rischio, se non ci riuscirai, di diventare, con il tuo impegno, la tua responsabilità e le tue capacità, migliore e diverso dagli altri (primus inter pares = primo fra i pari ), vedendo premiate le tue doti e i tuoi sacrifici, in modo più rilevante, proporzionalmente alle energie profuse per raggiungere i tuoi traguardi. E diventando migliore non degli altri soltanto, ma, soprattutto, di te stesso e dei tuoi limiti. Il merito non è un privilegio di casta: è il riconoscimento di una conquista.
Tutti nasciamo uguali, (anche se alcuni sembrano più fortunati, altri meno favoriti): è la vita che ci può rendere diversi. Dipende da noi. Ma dipende anche dal regime sociale e politico in cui ci troviamo a vivere ed operare. Facciamo tutti in modo che ci sia la possibilità di scegliere fra una pluralità di opportunità, per vivere, con il nostro impegno, una vita degna di essere vissuta. E, per morire, dopo una vita ben spesa, migliori di come eravamo quando siamo comparsi in questo mondo.
È la soddisfazione più grande che la vita ci offre. È l’unico merito di cui ci possiamo vantare, è il solo buon ricordo che possiamo lasciare.
Nihil inultum remanebit,
quidquid latet apparebit.
Niente rimarrà impunito,
ciò che è nascosto apparirà.
Dies Irae. ( Il giorno dell’ira).
Le persone che
progrediscono nella vita
sono quelle che si danno
da fare per trovare
le circostanze che
vogliono e, se non
le trovano, le creano.
G.B. Shaw.
Un governo
che ruba a Peter
per dare a Paul,
può contare sempre
sull’appoggio di Paul.
G.B. Shaw.
Non c’è amore
più sincero
di quello
per il cibo.
G.B. Shaw.
Il peggior peccato
contro i nostri simili
non è l’odio,
ma l’indifferenza.
Questa è l’essenza
della disumanità.
G.B. Shaw.
Diffida della falsa conoscenza,
è molto peggio dell’ignoranza.
G.B. Shaw.
Libertà significa
responsabilità
Ecco perché
molti la temono.
G.B. Shaw.