La vita è una sequenza molto lunga
di programmi TV, senza telecomando.
E devi pagare il canone per intero,
anche se molti non ti sono piaciuti.

Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
La vita è una sequenza molto lunga
di programmi TV, senza telecomando.
E devi pagare il canone per intero,
anche se molti non ti sono piaciuti.
Che fai nella vita?
Lo scrittore, ho un blog. E tu?
Il pilota, ho lo scooter.
Ovviamente, nella vita
ci sono un mucchio di cose
più importanti del denaro.
Ma costano un sacco di soldi.
Groucho Marx.
La vita è una malattia
ereditaria mortale
che si trasmette
per via sessuale.
La vita è come quando
vai dal parrucchiere;
tu gli dici cosa ti piacerebbe
e lui fa quel cazzo che vuole.
La vita sarebbe infinitamente
più felice se nascessimo
a ottanta anni e ci avvicinassimo
gradualmente ai diciotto.
Mark Twain.
La vita, a volte, fa male,
a volte stanca, a volte ferisce.
Non è perfetta, non è coerente,
non è mai facile.
Ma, nonostante tutto,
la vita è bella!
….e una donna, che reggeva un bambino al seno, domandò: “Parlaci dei figli”.
I Vostri figli non sono figli Vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso Voi, ma non da Voi.
E, benché vivano con Voi, non vi appartengono.
Potete dare loro l’amore, ma non i vostri pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi,
ma non alle loro anime.
Essi abitano la casa del domani,
che non Vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro,
ma non farli simili a Voi:
la vita procede e non si attarda sul passato.
Gibran Kahlil Gibran da “Il Profeta”.
L’uomo passa la prima
metà della sua vita
a rovinarsi la salute,
e la seconda metà
alla ricerca di guarire.
Leonardo da Vinci.
La vita è come uno specchio:
ti sorride, se la guardi sorridendo.
(Jim Morrison)
Le cose belle della vita,
o sono immorali,
o sono illegali,
o….fanno ingrassare.
G.B. Shaw
A CHE TI SERVE?
A che ti serve essere alto,
se poi non sei all’altezza?
Oppure essere bello,
se dentro di te non c’è bellezza?
A che ti servono i soldi,
se non conosci la ricchezza?
Oppure avere cento diplomi,
se ti manca la saggezza?
A che ti serve una gran casa,
ma non c’è nessuno che l’apprezza?
Oppure tanta gente intorno,
ma nemmeno …..una carezza?
Non so neanch’io
come si vive.
Sto improvvisando.
Rendi cosciente l’inconscio,
altrimenti sarà l’inconscio
a guidare la tua vita
e tu lo chiamerai destino.
Carl Gustav Jung.
Questo testo, leggermente modificato, si trova anche al Numero1444.
P R E A M B O L O
Era meglio se mi tappavo la bocca,
ma ho ceduto alla tentazione,
ho composto questa filastrocca
e ve la canto a guisa di canzone.
Si, ve la canto e anche ve la suono.
Se la chitarra piange e ho poca voce,
in anticipo, vi chiederò perdono.
Siate buoni, non mi mettete in croce.
La cantata ha soltanto due accordi:
il MI settima alternato con il LA.
“Il Plevan di Malborghet”,se lo ricordi,
allora sai più o meno come fa.
È un po’ monotono e ripetitivo,
non c’è intermezzo e poche variazioni
ma tant’è, amici, questo è il motivo,
talvolta sono queste le canzoni.
La melodia s’impara molto presto,
così, se qualcuno di voi vuole cantare
insieme a me, vi ho dato il testo,
sarò felice di farmi accompagnare.
Imbraccio la chitarra per Graziella
voi, pazientemente, state ad ascoltare.
Spero che la cantata mia sia bella,
schiarisco la voce e vado a incominciare.