Numero1495

A  CHE  TI SERVE?

A che ti serve essere alto,
se poi non sei all’altezza?

Oppure essere bello,
se dentro di te non c’è bellezza?

A che ti servono i soldi,
se non conosci la ricchezza?

Oppure avere cento diplomi,
se ti manca la saggezza?

A che ti serve una gran casa,
ma non c’è nessuno che l’apprezza?

Oppure tanta gente intorno,
ma nemmeno …..una carezza?

Numero1486

Una volta,

ero gentile con tutti.

Poi, sono guarito.

Numero1485

Sono SINGLE

per legittima difesa.

Numero1480

Più sarà piccola la distanza

fra ciò che desideri

e ciò che è giusto fare,

e più sarai felice.

Dal film   “L’eroe”.

Numero1479

Rendi cosciente l’inconscio,

altrimenti sarà l’inconscio

a guidare la tua vita

e tu lo chiamerai destino.

Carl Gustav Jung.

Numero1478

Comunità = Gruppo di Persone

Autonoma = Libero da dogmi, preconcetti, credo, religioni, politiche.

In Trasformazione = Verso un se stessi sempre migliore, Qui e Ora.

Numero1477

“Io voglio essere me stesso”.

È un’affermazione banale e autolimitante.

Sarebbe più opportuno dire,

o dirsi, semplicemente :

“Io voglio essere meglio di me stesso”.

Numero1476

Noi nasciamo molteplici, multiformi, multidisciplinari,

(gli Anglosassoni direbbero “multitasking”).

È la società che sceglie, per noi, la “nostra” strada,

la “nostra” identità, come identificazione,

la “nostra” personalità, nella quale

ci riconosciamo e ci facciamo conoscere.

Noi abbiamo il compito di accettare

e vincere questa sfida : nonostante

i vincoli spazio-temporali entro cui

siamo destinati e confinati,

noi dobbiamo migliorare noi stessi.

Se ognuno degli uomini facesse

questo con successo,

l’Umanità intera sarebbe migliore.

Numero1469

Quando sono nato,

era proibito essere gay;

dopo è stato tollerato,

ma di nascosto.

Poi è stato accettato

e pure in pubblico.

Oggi è un orgoglio.

Spero di morire prima

che diventi un obbligo.

Numero1451

Scopo, nella vita,

è indicativo presente,

in prima persona,

di un verbo da coniugare

il più spesso possibile.

 

(Inventata in proprio)

Numero1449

Never do yesterday

what should be done tomorrow.

If, at last, you do succeed,

never try again.

 

Non fare ieri

quello che andrebbe fatto domani.

Se, alla fine, ci riesci,

non riprovarci.

 

Dal film  “Predestination”.

Numero1448

Ayse Deniz Karacagil, giovane ragazza turca di etnia Curda, aveva 24 anni, quando morì in combattimento.
Nell’anno 2013, a 20 anni, prese parte alle proteste, spontanee ma reiterate, della gente comune di Istanbul contro la decisione di Erdogan di far radere al suolo un grande polmone verde della città, Gezi Park, per destinare l’area ad un nuovo centro commerciale. Venne arrestata, accusata di terrorismo, condannata chi dice a 98, chi dice a 103, facciamo una media di 100, ma non frustate, non giorni, non mesi, ma anni di carcere. Quando le truppe del Daesh, praticamente l’ISIS, invasero la Siria e un vasto territorio occupato anche dalle popolazioni Curde, le fu offerta la possibilità di commutare la pena, arruolandosi nell’esercito Curdo per difendere il proprio territorio. Scarcerata, si unì ai guerriglieri Curdi dell’YPG (Unità di Protezione Popolare) nella divisione femminile. Il giovane fumettista Romano Michele Rech, noto con lo pseudonimo di “Zerocalcare”, la conobbe sul fronte di guerra e ne descrisse la storia nel fumetto “Kobane calling”. La ragazza era conosciuta con il soprannome di “Cappuccio rosso”, perché aveva in testa sempre un copricapo di questo colore.

Roberto Vecchioni racconta in musica la tragica morte della ragazza, il 29 Maggio 2017, presso Raqqa. Le parole e la melodia, in una struggente commistione di pathos e di rabbia contro la guerra, sono un partecipe, emozionato ed emozionante omaggio al coraggio di una giovane ragazza, morta per un ideale, che non era solo la patria, ma anche il diritto delle donne all’affrancamento da una condizione disumana ed innaturale di sudditanza da principi religiosi, interpretati dagli uomini, e perpetrati surrettiziamente in secoli di oscurantismo.

Questo il testo della canzone:

C A P P U C C I O    R O S S O

Ti penso amore mio che sei lontano
ti penso con il mio fucile in mano,
tu forse crederai che io sia pazza
che queste non son cose da ragazza.

E invece viene un giorno nella vita
che scegli e se non scegli l’hai tradita
e non importa se si vive o muore
piangere gioia o ridere dolore.

Questa curva di sole nel tramonto di Raqqa
mi disegna nel cuore l’arco della tua bocca,
ho tagliato i capelli, ho sfidato la rabbia,
i miei giorni più belli sono lacrime e sabbia.

Noi siamo di una patria senza terra,
noi siamo Curdi naufraghi di guerra:
è l’alba e coi compagni sto partendo
e parto e coi compagni sto cantando.

Ho in me tutte le favole di un tempo,
attorno a un fuoco acceso e ora spento,
e seguo il filo di una ninna nanna,
chiedendomi se ho messo il colpo in canna

C’era un drago di fuoco che sbarrava la strada,
ma non teme nemico un eroe con la spada;
ma non ho mai capito come andava a finire
che succhiandomi il dito cominciavo a dormire.

È il 29 maggio e non ho sonno
e qui c’è proprio il drago di mio nonno.
Saprò questa volta come va a finire,
che non ho proprio tempo di dormire.

Qui sparano li sento e non li vedo
qui sparano e mi sa che mi hanno preso;
ma non temere amore non è niente,
mi brucia un po’ ma in fondo non si sente.

Metti il pane nel fuoco, versa il vino migliore,
che ritorno tra poco, è questione di ore;
spazza tutte le foglie, che l’autunno è passato,
quando l’odio si scioglie, che sia verde il mio prato.

Se qualcuno me lo trova addosso,
riporti a casa il mio cappuccio rosso

Numero1397

Capirsi, ormai, sembra impossibile.

La gente è troppo piena di sé,

poco disposta ad ascoltare.

Ognuno sta con chi gli conviene,

punta a ciò che gli interessa

e se, per ottenerlo, calpesta gli altri,

poco importa.

Numero1389

Il vero viaggio di scoperta

non è vedere nuovi mondi,

ma cambiare occhi.

Marcel Proust.

Numero1384

…..e se la strada è in salita,

è solo perché sei destinato

ad arrivare in alto….