Numero1951

 

Triste quel discepolo

che non supera il maestro.

Numero1900

 

SUCCISA  VIRESCIT

La traduzione di questo motto latino è “Recisa alla base, torna a rinverdire”.

Le parole, che ornano lo stemma dell’abbazia di Montecassino, che mostra una quercia tagliata al piede, dal cui ceppo vanno spuntando rami nuovi, vengono anche usate in riferimento a tutto ciò che, dopo la distruzione, trova in sé la forza di tornare a nuova vita.

Si tratta di un simbolo (o di una allegoria, se considerata dal punto di vista delle figure retoriche) di rigenerazione, forza interiore, capacità di riscatto.

Ha funzione conativa, ovvero il suo scopo è quello di spingere l’individuo a reagire, a risollevarsi anche dopo un avvenimento tragico, distruttivo, che ha quasi annientato il suo essere.

“Quasi”, appunto, non del tutto.

E’ quell’avverbio a fare la differenza, a invitare a chiedersi di che pasta si è fatti, a spronare all’autorigenerazione.

L’icona dell’albero tagliato è metafora della straziante perdita (di una persona cara, di tutti i beni, della propria integrità corporea), ma i rami verdi che nonostante tutto iniziano a spuntare, generando le foglie, lo sono della capacità di affrontare anche i più grandi dolori, le più grandi perdite e rimettersi in piedi, ancora vivi, ancora fecondi di progetti, di idee, di giorni da affrontare con energia.

E’ simbolo della forza della vita che non dipende dall’energia personale, ma che senza la collaborazione e la volontà di chi aspira a rialzarsi non potrebbe comunque agire.

Contiene in sé l’implicazione di un passato pieno e rigoglioso, la presupposizione che si è subito un feroce attacco, l’antitesi tra la perdita quasi totale e la rinascita, il paradosso che un albero reciso possa germogliare e infine l’inferenza generata dai concetti di ceppo e rami verdi: la vita non muore mai, si rigenera in forme nuove e inaspettate.

Insomma, un vero albero della vita.

Queste, che ho riportato, sono le parole, le più espressive possibili, che ho trovato a titolo esplicativo riguardanti l’aforisma.
Le faccio pienamente e convintamente mie, nell’ estendere il mio augurio a tutti gli Italiani di ritrovare la forza di risollevarsi e rinascere da questo “Tsunami” dell’ Epidemia di Coronavirus che ci sta passando sulla testa.
È un’occasione storica: mostriamo al mondo di cosa siamo capaci.
Sono sicuro che ce la faremo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Numero1881

NIHIL  SATIS  NISI  OPTIMUM

Nient’altro che il meglio è abbastanza.

 

(motto sulla bandiera dell’ EVERTON Football Club 1878).

Numero1703

Non amo fare numero,

preferisco fare la differenza.

Numero1645

Le persone che

progrediscono nella vita

sono quelle che si danno

da fare per trovare

le circostanze che

vogliono e, se non 

le trovano, le creano.

G.B. Shaw.

Numero1588

Tra vent’anni, non sarete delusi

dalle cose che avete fatto,

ma da quelle che non avete fatto.

Allora, levate l’ancora,

abbandonate i porti sicuri,

catturate il vento

nelle vostre vele.

Esplorate. Sognate. Scoprite.

Mark Twain.

Numero1577

Prima di morire, però,

voglio lottare per la vita.

Se sono in grado

di camminare da solo,

posso andare dove voglio.

Paulo Coelho.

Numero1572

Investi in te stesso.

È l’investimento che

paga i più alti

interessi.

Numero1395

Che fine ha fatto la semplicità?

Sembriamo tutti messi

su un palcoscenico

e ci sentiamo tutti in dovere 

di dare spettacolo.

Charles Hank Bukowski.

Numero1371

Per il suo cane,

ogni uomo è Napoleone.

Questo spiega

la popolarità costante dei cani.

 

Aldous Huxley.

Numero1316

Solo gli imbecilli

fanno i falsi modesti.

Numero870

In alto loco.       Tra le persone che contano.

Numero853

Ad maiora!                     A traguardi maggiori (o più importanti)!