Numero1909

 

Segnalata da Rita

 

Oggi Roberto Piumini, poeta Italiano, compie 73 anni.

L’Humanitas di Milano gli ha chiesto di scrivere di corona virus per i bambini, in modo rigoroso ma senza ansia e paura.

Ecco la sua filastrocca:

??

Che cos’ è che in aria vola?

C’ è qualcosa che non so?

Come mai non si va a scuola?

Ora ne parliamo un po’ .

Virus porta la corona,

ma di certo non è un re,

e nemmeno una persona:

ma allora, che cos’ è?

È un tipaccio piccolino,

così piccolo che proprio,

per vederlo da vicino,

devi avere il microscopio.

È un tipetto velenoso,

che mai fermo se ne sta:

invadente e dispettoso,

vuol andarsene qua e là.

È invisibile e leggero

e, pericolosamente,

microscopico guerriero,

vuole entrare nella gente.

Ma la gente siamo noi,

io, te, e tutte le persone:

ma io posso, e anche tu puoi,

lasciar fuori quel briccone.

Se ti scappa uno starnuto,

starnutisci nel tuo braccio:

stoppa il volo di quel bruto:

tu lo fai, e anch’ io lo faccio.

Quando esci, appena torni,

va’ a lavare le tue mani:

ogni volta, tutti i giorni,

non solo oggi, anche domani.

Lava con acqua e sapone,

lava a lungo, e con cura,

e così, se c’ è, il birbone

va giù con la sciacquatura.

Non toccare, con le dita,

la tua bocca, il naso, gli occhi:

non che sia cosa proibita,

però è meglio che non tocchi.

Quando incontri della gente,

rimanete un po’ lontani:

si può stare allegramente

senza stringersi le mani.

Baci e abbracci? Non li dare:

finché è in giro quel tipaccio,

è prudente rimandare

ogni bacio e ogni abbraccio.

C’ è qualcuno mascherato,

ma non è per Carnevale,

e non è un bandito armato

che ti vuol fare del male.

È una maschera gentile

per filtrare il suo respiro:

perché quel tipaccio vile

se ne vada meno in giro.

E fin quando quel tipaccio

se ne va, dannoso, in giro,

caro amico, sai che faccio?

io in casa mi ritiro.

È un’ idea straordinaria,

dato che è chiusa la scuola,

fino a che, fuori, nell’ aria,

quel tipaccio gira e vola.

E gli amici, e i parenti?

Anche in casa, stando fermo,

tu li vedi e li senti:

state insieme sullo schermo.

Chi si vuole bene, può

mantenere una distanza:

baci e abbracci adesso no,

ma parole in abbondanza.

Le parole sono doni,

sono semi da mandare,

perché sono semi buoni,

a chi noi vogliamo amare.

Io, tu, e tutta la gente,

con prudenza e attenzione,

batteremo certamente

l’ antipatico birbone.

E magari, quando avremo

superato questa prova,

tutti insieme impareremo

una vita saggia e nuova.

Numero1823

Se volete che vostro figlio

sia intelligente,

leggetegli delle favole;

se volete che sia molto intelligente,

leggetegliene di più.

 

Albert Einstein.

Numero1657

Er problema è che

 dar seggiolone,

non sete mai caduti,

ce sete rimasti.

Aforismi Romani.

 

 

Numero1510

 

….e una donna, che reggeva un bambino al seno, domandò: “Parlaci dei figli”.

 

I Vostri figli non sono figli Vostri.

Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa.

Essi vengono attraverso Voi, ma non da Voi.

E, benché vivano con Voi, non vi appartengono.

Potete dare loro l’amore, ma non i vostri pensieri.

Potete offrire rifugio ai loro corpi,

ma non alle loro anime.

Essi abitano la casa del domani,

che non Vi sarà concesso visitare neppure in sogno.

Potete tentare di essere simili a loro,

ma non farli simili a Voi:

la vita procede e non si attarda sul passato.

Gibran Kahlil Gibran    da “Il Profeta”.

Numero1401

…..e, come dice il mio amico Gastone:

“La vie est dure,

la femme est chére,

e les enfants

sont tres facìle a faire…..”

“La vita è dura,

la donna è cara,

e i bambini

sono molto facili da fare…..”

Numero1373

Il giorno in cui il bambino

si rende conto che tutti

gli adulti sono imperfetti,

diventa un adolescente;

il giorni in cui li perdona

diventa un adulto;

il giorno in cui perdona se stesso,

diventa un saggio.

Alden Albert Nowlan.

Numero1301

I figli sono le ancore

della vita di una madre.

Sofocle.

numero1122

Per la donna,

l’uomo è un mezzo

il cui fine 

è un bambino.

Friederich Nietzsche.

Numero1091

Come vorrei sapere

se al bambino che ero

piace l’uomo che sono.

Numero1024

N O N   I N S E G N A T E    A I    B A M B I N I

Giorgio Gaber         testo  Alessandro Luporini

 

Non insegnate ai bambini

non insegnate la vostra morale,

è così vecchia e malata

potrebbe far male.

Forse una grave imprudenza

è lasciarli in balia

di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero

che è sempre più raro,

non indicate per loro

una via conosciuta,

ma, se proprio volete,

insegnate soltanto

la magia della vita.

 

Giro giro tondo, cambia il mondo.

 

Non insegnate ai bambini,

non divulgate illusioni sociali,

non gli riempite il futuro

di vecchi ideali.

L’unica cosa sicura

è tenerli lontano

dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento

che è sempre più spento,

non li avviate al bel canto,

al teatro, alla danza,

ma, se proprio volete,

raccontategli il sogno

di un’antica speranza.

 

Non insegnate ai bambini,

ma coltivate voi stessi

il cuore e la mente.

Stategli sempre vicini,

date fiducia all’amore,

il resto è niente.

 

Giro giro tondo, cambia il mondo.

Numero641

The difference between

men and boys,

is the price of their toys.

 

La differenza tra

gli uomini e i bambini

è il prezzo dei loro giocattoli.

Numero445

I bambini non nascono buoni,

ma innocenti.