Numero1976

 

Pubblico, così come l’ho letta, questa lettera aperta mandata da Alan.

Ricordo, per inciso, di aver giocato, in gioventù, contro l’Avv. Prof. Sergio Kostoris (del Tennis Club Triestino), un match di Coppa Italia sui campi di Padriciano, uscendone sconfitto. Bel giocatore, aveva una classifica troppo alta per me.

 

Camera Penale di Trieste
Prof. Sergio Kostoris
Presidenza
giadrossi@studiolegalegiadrossi.it
tel. 040/360232 – fax 040/660322
34122 TRIESTE Via Santa Caterina da Siena 5

Sentinella, quanto resta della notte? (Isaia 21,11)

L’Italia è alle prese con un’importante emergenza sanitaria. In modo diverso da
altri paesi europei, altrettanto coinvolti dalla pandemia da Covid 19, a due mesi dalle prime notizie di un’emergenza sanitaria nel lodigiano, continuano a essere mantenuti in vigore provvedimenti eccezionalmente limitativi delle libertà fondamentali dei cittadini.
La popolazione nelle prime settimane ha accolto le nuove regole con grande
senso civico. Si è dimostrata partecipe degli eventi luttuosi che stavano colpendo in particolare la Lombardia rimanendo nelle proprie abitazioni, sventolando bandiere e riorganizzando la propria vita familiare e lavorativa, in attesa di un segnale di conclusione dell’emergenza. La dubbia costituzionalità delle forme di decretazione assunte dal Governo e l’assenza di logicità e proporzionalità tra le esigenze sanitarie e le limitazioni imposte ai cittadini, a molti sono apparse evidenti. Incomprensibili erano e sono le ragioni di impedire ai cittadini di frequentare luoghi isolati e di consentire ai genitori di accompagnare i loro figli, con i quali convivono l’intera giornata, ad esempio a fare la spesa.
Ora tutto ciò non può essere più accettato. La creazione volontaria di stati di
emergenza permanenti è divenuta una prassi degli Stati contemporanei, anche di quelli che si definiscono democratici.
Vogliamo ricordare come Giuseppe Dossetti, giurista e uno dei componenti più
attivi nell’Assemblea che predispose il testo della nostra Costituzione, propose un articolo che doveva prevedere che “quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalle Costituzione, la  resistenza all’oppressione è un diritto e un dovere del cittadino”. L’articolo non fu approvato ma questo rimane un monito in uno Stato di diritto.
I provvedimenti più recenti che il Governo e le Regioni in queste settimane hanno adottato, invece di ripristinare le regole di vita quotidiana, hanno ulteriormente ristretto, con dettagli propri del peggiore burocratismo, le maglie dello spazio di libertà concesso agli individui, imponendo comportamenti, quali ad esempio l’obbligo di circolare, anche
in assenza di altre persone, pena una pesante sanzione pecuniaria, con mascherine che le autorità si sono dimostrate persino incapaci di fornire ai cittadini. Misure incomprensibili laddove si consideri che, nel pieno dell’emergenza, non erano state ritenute necessarie e che la gran parte del mondo scientifico le ha ritenute inutili ove si mantenga l’opportuno distanziamento per far rispettare queste norme, essenzialmente a carattere di
prudenza, invece di essere declinata con le forme di un orientamento o invito delle persone ad assumere comportamenti più consoni alla situazione sanitaria del paese, si è trasformata, di ora in ora, in una caccia all’untore, una gara delle forze dell’ordine a contestare il maggior numero possibile di sanzioni, instaurando un inaccettabile controllo capillare di polizia che non ha precedenti nella storia repubblicana. Un clima che ha avuto il suo epilogo durante le feste pasquali che hanno visto il dispiegamento da parte
delle forze dell’ordine e dell’esercito di uomini e mezzi, anche di elicotteri e droni, allo scopo di individuare persone ree solamente di essersi allontanate di qualche centinaio di metri dalla loro abitazione in città e luoghi pressoché deserti. Ciò ha fatto riemergere, in una seppur minima parte della popolazione, pruriti delatori che ci si augurava rimossi in una società incline alla solidarietà e alla convivenza, piuttosto che infestata da elementi psicologicamente turbati, e come tali funzionali al sistema di controllo. Una condizione questa che sembra essere stata artatamente favorita per celare le evidenti falle nel sistema della prevenzione, emergendo d’ora in ora, la sottovalutazione, se non il deliberato occultamento, dei luoghi di diffusione del contagio.
E’ stato fermato un intero paese, le sue attività economiche, la vita sociale in tutte le sue forme, la pubblica amministrazione, sono stati chiusi i palazzi di giustizia, interdicendo persino l’accesso ai luoghi di culto e agli spazi naturali, a conforto dell’anima e del corpo, senza che venissero adeguatamente individuate e isolate, informando la popolazione, quelle che erano le prevedibili aree di maggiore pericolosità di contagio.
L’epidemia sembra stia divenendo un laboratorio per sperimentare forme nuove di governo contrarie ai principi costituzionali. Un esempio per tutti è quello di rivedere il sistema processuale, in particolare quello più delicato che ha la funzione di accertare la responsabilità penale dell’individuo, allontanando dalle aule gli avvocati, favorendo soluzioni di partecipazione ai processi che lascino gli imputati privi di un’effettiva difesa. Società infetta, diritto penale corrotto.
La proposta di utilizzo di app volte al contact tracing, poi, deve necessariamente fare i conti con il principio di proporzionalità della misura che si vuole adottare e passa attraverso una preliminare verifica dell’insufficienza degli ordinari metodi utilizzati dalla scienza epidemiologica ove correttamente attivati, pena il pericolo di un’inutile quanto invasiva imposizione diffusa di una sorta di braccialetto elettronico.
I penalisti italiani, per il ruolo che nella storia hanno avuto, in particolare in
questo momento dominato da derive populistiche e bassi opportunismi politici, devono insorgere contro regole liberticide e la brutalizzazione del sistema e dei rapporti sociali, ricordando come le ragioni di una filosofia liberale siano quelle di ogni consociato.
Penalisti italiani, dobbiamo chiedere di uscire subito da questo preteso stato di
eccezione!
Trieste li 20 aprile 2020
La Camera Penale di Trieste
Alessandro Giadrossi

Numero1881

NIHIL  SATIS  NISI  OPTIMUM

Nient’altro che il meglio è abbastanza.

 

(motto sulla bandiera dell’ EVERTON Football Club 1878).

Numero1865

 

È sempre faticoso imparare,

è spesso difficile capire,

ma conoscere non basta mai

e credere è semplice assai.

 

 

 

Numero1677

Ma per quelli che

non ci arrivano,

esiste una prolunga?

Numero1566

Ho molte cicatrici,

ma porto con me, anche,

il ricordo dei momenti

che non sarebbero mai 

accaduti, se io non

avessi osato spingermi

al di là dei limiti.

Paulo Coelho.

Numero1516

F U R L A N A D E
(Riservata ai soli lettori che conoscono la lingua Friulana)

 

Limit legal alcolic par guidà l’automobil : 0,5 grams par litro di sang.

 

Concentrazion di alcul tal sang : 0 gr/litro.
Sensazions : Tu as une set mostre.
Efiets : Bisugne che tu cjatis une ostarie viarte.

Concentrazion di alcul tal sang : 0,2 gr/ litro.
Sensazions : Ti par di sta za mior.
Efiets : Cul prin tai no si è mai sigurs.

Concentrazion di alcul tal sang : 0,4.
Sensazions : Al scomenze el divertiment.
Efiets : Le zornade si è indrezade.

Concentrazion di alcul tal sang : 0,5.
Sensazions : Si tache a sta ben.
Efiets : Ocjo che, di chi indevant, ti taconin la patente.

Concentrazion di alcul tal sang : 0,8.
Sensazions : Par tiare l’è dut smarit.
Efiets : Tu stas cjalant traviars el cul onzut de tazze.

Concentrazion di alcul tal sang : 1,5.
Sensazions : Pis cjalds e bagnas.
Efiets : Tu ti ses pissat intor.

Concentrazion di alcul tal sang : 3,0.
Sensazions : Le int ti fevele cu l’eco.
Efiets : No sta fa el mone : gjave le tazze de orele.

Concentrazion di alcul tal sang : 4,0.
Sensazions : Le to muse ti cjale e tu sintis puce di cul.
Efiets : Tu as el cjaf tal vater e tu ciris di butà fur.

Concentrazion di alcul tal sang : 6,0.
Sensazions : Le parintat ti cjale di brut.
Efiets : Tu as sbagliat cjase e tu as rote la claf te siaradure.

Concentrazion di alcul tal sang : 8,0
Sensazions : Le int jè vistude di blanc e tu sintis simpri le stesse musiche.
Efiets : Tu ses te ambulanze.

Le tabele no val par duc’.
Un al po vé 0,1 e viodi la Madone, un altri al po vé 10,0 e rivà a guidà l’apparechio. El fat al è che, dopo 0,5, ti taconin la patente!

Numero1150

Una ragazza saggia

conosce i suoi limiti,

ma una intelligente

sa che non ne ha.

Numero496

Devi cercare sempre

di essere il migliore,

ma non devi pensare mai,

di essere tale.

Numero478

Se ti vuoi mettere dei limiti,

fallo pure,

ma non permettere che siano

gli altri a farlo.