Numero1968

 

MAGISTRI  COMACINI

 

CHI erano e che conoscenze possedevano questi Specialisti dell’Arte Edile, i Maestri Comacini?

 

La loro presenza è attestata fin dal tempo dei Longobardi (vengono menzionati in due Editti:di re ROTARI del 22/11/643 e in quello di re LIUTPRANDO del 713), per non dire che già al tempo dell’Imperatore Traiano, ne troviamo menzione. In una lettera di Plinio Cecilio indirizzata all’imperatore stesso, troviamo che viene lodato un ‘maestro comacino’ per la costruzione di una “Amenissima villa suburbana sul Lago di Como“. Potrebbero, quindi, originare addirittura dai Collegia Romani, avere un’eredità millenaria.

E’ importante capire se queste ‘maestranze’ possano aver “legato”insieme i culti precedenti al Cristianesimo, ne abbiano ereditato alcuni ‘modelli’spirituali oltre che iconografici (quello è abbastanza evidente!) la flora, la fauna, le spirali, le figure geometriche, e abbiano continuato nei secoli, adeguandosi ai nuovi committenti. Consideriamo che,  tra i Romani, vi doveva essere un miscuglio di genti proveniente da vari distretti, oltre che italiani anche orientali e nordici, popoli che avevano una particolare venerazione per il serpente e per gli intrecci.

Roma aveva “Corporazioni” (i “Collegia Romani”) proprie, in cui l’arte antica si insegnava a porte chiuse, si propagava nella ‘schola’ e nel ‘Laborerium’. L’uso dei Collegia si estese a molti territori conquistati da Roma, tra cui c’è la zona di origine dei Maestri Comacini, che furono i depositari di quell’antica Arte, uniti da quel senso di solidarietà e fraternità che li farà giustamente appellare Maestri e Fratelli Comacini. Furono chiamati anche ‘Fabbri Muratori’ e sembra che questa associazione muratoria possa essere stata il prototipo e l’inizio dei cantieri degli scalpellini nel Medioevo e gli antenati dei Liberi Muratori della Loggia Massonica“.Naturalmente non vi sono documenti certi che lo attestino ma questa supposizione può essere da stimolo per ulteriori ricerche.Il fatto che si spostassero dove venissero richiesti, e per il fatto che siamo di fronte ad una corporazione che si tramandava di generazione in generazione l’Arte edificatoria nei secoli, aumenta la probabilità che fossero venuti a contatto con svariati stili e culti… Sotto la protezione dei Re Longobardi i Maestri Comacini divennero i custodi dell’arte edilizia romana.

Del resto, sappiamo che la corporazione dei Magistri Comacini fu attestata in Italia –dalle Alpi al centro-e Oltralpe in paesi come la Svezia, Dalmazia, Siria, Spagna, Russia…

Essi operarono in Europa seguendo costantemente o adeguandosi ai nuovi stili emergenti, sempre però portando con loro il proprio estro professionale che li rendeva inconfondibili. E, sicuramente, assistettero alla fusione delle forme Romaniche con quelle Gotiche, che contribuirono ad abbellire al passo coi tempi che mutavano, di generazione in generazione.

I Longobardi, provenendo dalla Pannonia, portavano con sé culti pagani orientaleggianti, e anche quando si convertirono , restarono sempre ‘barbari cristianizzati’ legati al culto ancestrale del serpente. E’noto, infatti, come nella loro arte favorirono intrecciamenti ed annodamenti, il ‘nodo longobardo‘ ed i Comacini dovettero sempre occuparsene, sia in senso pagano che in senso cristiano (il serpente tentatore nella “Genesi”,per esempio). Le cattedrali Romaniche e gotiche pullulano di colonne ritorte,spinate e di decorazioni a spirale, forme vegetali intrecciate, figure geometriche e simbolismi paganeggianti.

Quando i loro committenti divennero i funzionari del clero cristiano, l’Arte Comacina continuò a produrre in senso ‘cristiano’ o ‘pagano’? Non è dato sapere dalle fonti ufficiali. Liberamente essi percorrevano quella cristianità senza confini in cui fiorirono monasteri, basiliche, cattedrali…Nel XII-XIII secolo, continuarono ad essere ‘liberi muratori’ in ‘liberi mestieri’,anche quando i re feudali avevano assunto gli aderenti alle “professioni “in pianta stabile. In tale contesto, essi si posero sotto la tutela protettiva della Chiesa e degli Ordini Monastico-Cavallereschi che specialmente  dopo il Mille dilagavano in Europa e oltre,attivissimi sulle vie dei pellegrinaggi.  Inoltre godevano di permessi speciali per circolare liberamente in Europa, erano esentati dalle tasse e non avevano vincoli. Anche quando erano forse mal tollerati per questioni di fede, erano altamente apprezzati e- si può ritenere – insostituibili.

Essi si riunivano in umili ‘baracche’ attigue al cantiere (chiamate ‘logge’ e che sono spesso raffigurate nelle miniature medievali, appoggiate al muro del cantiere) e qui tagliapietre, scultori, scalpellini, si riunivano per ascoltare le parole del Maestro e le sue direttive, raccogliendo soprattutto quello che lasciava ‘trasparire’ ed è probabilmente qui che l’apprendista( il nuovo ‘operaio’) giurava di rispettare i segreti del mestiere, i suoi obblighi e le regole, apprendeva le parole e i segni per riconoscersi tra muratori, segni convenzionali e parole segrete che gli permettevano di farsi ‘riconoscere’ da una loggia all’altra durante i suoi viaggi di lavoratore ‘migrante’.Tutto questo, e il fatto che avessero degli Statuti divisi in Articoli (destinati ai Maestri) e in Punti (destinati agli allievi) ha fatto pensare che essi costituissero il ponte di passaggio tra la massoneria operativa e quella speculativa,che ne avrebbe ereditato la Tradizione spirituale e simbolica, portandola fino ai giorni nostri.

Il 24 giugno 1717,con un’Assemblea,veniva proclamata la Gran Loggia di Londra che segnava il declino dei costruttori,dei Maestri nomadi e il trionfo dei borghesi sedentari,dei nobili oziosi. La Massoneria, quella vecchia fratellanza di mestiere,diveniva ‘speculativa’ : non sarebbero più stati necessari gli strumenti autentici usati nelle polveri dei cantieri delle cattedrali ma piani astratti, strumenti simbolici e “con il solo cemento del pensiero, la squadra dell’anima, il compasso della mente, non intendevano più innalzare edifici, ma ‘costruire’un uomo nuovo, l’uomo ‘perfetto’. L’origine della Massoneria è un campo di indagine pluridirezionale. Dal punto di vista storico, è campo di ricerca, laddove per l’adepto,invece, è un terreno pieno di simbologie che per i profani sono poco comprensibili, addirittura bizzarre e confuse.

E’interessante notare che quando siamo in presenza di costruttori che portano la denominazione della città di provenienza(da Campione,da Bissone,da Arogno,ecc) siamo in presenza di Maestranze Comacine e di persone le quali non provenivano esclusivamente dalla sola città di Como o dall’Isola Comacina, oppure lavoranti ‘cum machinis’(con macchine,forse particolari,che non è escluso possedessero veramente),come molti vogliono genericamente definirli.Mi trovo concorde con quanto afferma il MERZARIO, nella sua opera sui Maestri Comacini del 1893 e cioè che queste abili famiglie di costruttori, scalpellini, lapicidi e cavapietre provenissero da un ampio territorio che si estende a Nord oltre Bellinzona, a sud fin quasi a Milano, a est fino al lago di Idro e ad ovest fino al lago d’Orta.Ciò non esclude affatto che lavorassero con ‘macchine’ o strumentazioni particolari, per l’epoca. Per ignoranza o superficialità, li ritroviamo frequentemente quali anonimi ‘artisti lombardi’(ove questo,a suo tempo, non sottacesse ad un significato spregiativo, tra l’altro).A volte furono denominati anche ‘casari’ o ‘tedeschi’.La confusione è stata per secoli trionfante…

Il Merzario aggiunge che l’applicazione dei precetti di Vitruvio, sebbene con talune caratteristiche innovazioni,fu sempre imitata dalla scuola Lombarda; i libri di Vitruvio erano andati perduti e furono ritrovati molto  più tardi a Montecassino; i precetti venivano tramandati e insegnati oralmente e tradizionalmente da que’ Maestri.

Numero1791

LA  MASSONERIA

La massoneriaè un’associazione su base iniziatica e di fratellanza morale che si affermò in Europa e nel mondo propugnando un’ideologia umanitaria. Se ne dà una sua costituzione più formale ed ufficiale, in epoca moderna, a Londra, in Inghilterra, nel 1717, come unione di associazioni ed organizzazioni gerarchiche di base, dette “Logge”.

Il nome deriva dal francese maçon, ovvero “muratore“, legato alla storia delle Corporazioni di liberi muratori (free-masons) medievali, e dalle quali ricavò gli stessi suoi simboli del mestiere, come la livella, il regolo, la squadra, il filo a piombo o il compasso. Il simbolo stesso della massoneria fu poi formalmente definito nei soli strumenti di squadra e compasso. Spesso, nel simbolo è presente anche una grande lettera “G”, con varie interpretazioni, tra le quali il significato di Great Architect (Grande Architetto) oppure di God (Dio).

Gli ideali più antichi della massoneria verrebbero fatti risalire all’antica costruzione del tempio di Salomone (988 a.C.), attraverso un personaggio leggendario, l’architetto Hiram Abif,

Nella Bibbia, Cronache II, 2:13, si racconta di una richiesta formale fatta da Re Salomone di Gerusalemme al Re Hiram I di Tiro, per maestranze e materiali per costruire un nuovo tempio; il Re Hiram risponde: “Io ti sto inviando Huram-Abi, un uomo di grande abilità, discendente di parte materna dalla tribù di Dan e con padre nativo di Tiro. È molto capace nel lavorare con oro e argento, bronzo e ferro, pietra e legno e nell’utilizzo di lino fine tinto di porpora, blu e rosso cremisi. È un esperto in vari tipi di bassorilievo ed incisione e può eseguire qualsiasi disegno gli venga proposto. Lavorerà con i tuoi mastri e con quelli del mio signore, David tuo padre”. Nel Primo Libro dei Re, 7:13-14, Hiram viene descritto come il figlio di una vedova di Tiro, assunto da Salomone per eseguire gli ornamenti bronzei del nuovo tempio. Rifacendosi a questo passo biblico, i massoni spesso si riferiscono a Hiram Abif come al “figlio della vedova”. Hiram viveva o comunque lavorò almeno temporaneamente sul terreno argilloso (1 Re 7:46-47) lungo il fiume Jabbok, sulla riva est del fiume Giordano, vicino alla confluenza fra i due fiumi.

C’é una certa allusione al dio egizio Horus anch’esso figlio di una vedova ossia Iside a cui era morto il marito Osiride ucciso da Set. Anche questo mito comprende una resurrezione.

Il mistero della parola perduta

Secondo la versione della storia utilizzata nel tradizionale rituale massonico, l’architetto Hiram Abif venne ucciso da tre operai, che lavoravano alla costruzione del tempio, nel tentativo di estorcere informazioni segrete al Grande Capo Mastro. Quali che fossero queste informazioni o segreti, Hiram non rivelò nulla.

Nella versione che ci è stata tramandata Hiram Abif aveva diviso i suoi operai in tre livelli e assegnato ad ogni livello una parola segreta (per farsi identificare nel momento della riscossione della paga). Secondo la tradizione massonica gli apprendisti erano identificati con la parola “Boaz”, gli operai con “Jachin” e i maestri con Jehovah.  Ancora secondo la tradizione massonica più conosciuta Hiram venne ucciso da tre lavoratori che volevano sapere la parola segreta per passare ad un grado successivo. Venne colpito tre volte alla testa, ogni volta da uno dei tre operai ognuno con uno strumento, uscendo da una porta del Tempio da est, da sud e da ovest percorrendo il corso del Sole nel cielo. Le sue spoglie furono sepolte, per essere recuperate in seguito da Re Salomone, sotto un albero di Acacia e rinvenuto lo scheletro che fu scosso smuovendo la polvere che volò per aria, a cui assicurò un’appropriata e degna sepoltura. Questa parola segreta è detta in massoneria Parola perduta e nella Cabbala il Nome ineffabile; anche nei misteri antichi essa veniva rivelata con conseguente uccisione simbolica del maestro.

Hiram Abif avrebbe raggiunto una sorta di “illuminazione” spirituale attraverso i sacri ideali della costruzione. Tali ideali furono poi ripresi sia da quell’insieme di manoscritti storicamente definiti come Antichi doveri, sia dalle Corporazioni muratorie o gilde, degli scalpellini e dei carpentieri britannici del periodo basso-medievale; tuttavia, nessuno storico dà valore alla tesi per cui l’associazione sarebbe riconducibile ai tempi di Salomone, essendo assenti documenti storicamente accertati che dimostrino la continuità tra le corporazioni medioevali e le stesse logge massoniche, di cui è attestata l’esistenza solo a partire dalla seconda metà del XVII secolo.

Il termine francese maçonmason o masson (muratore) compare ufficialmente sul finire del XVI secolo, soprattutto in Inghilterra e Scozia, ad indicare gli Statuti di corporazioni muratorie del 1598, fatta di luoghi e di uomini che posseggano e che tutelino le più fini conoscenze e competenze nella costruzione edile o dell'”edificazione” intesa anche in termini più ampi, ovvero spirituale e intellettuale, e specialmente legata all’arte rinascimentale, fino a toccare gli ambienti più segreti di conoscenza esoterica. A motivo della mancanza di documenti relativi propriamente alla massoneria di questo periodo, sono sorte molte interpretazioni storiche, come quella di una discendenza diretta dagli stessi cavalieri templari, oppure da un ramo delle antiche scuole del segreto, o anche dei Collegia Fabrorum romani, oppure una conseguenza istituzionale delle corporazioni medievali per il tramite di maestranze bizantine o italiche, tra queste, i cosiddetti Magistri comacini operanti nell’Alto Medioevo.

Il 24 giugno 1717 fu ufficialmente fondata a Londra la Great Lodge of England, con lo scopo di federare le logge che operavano nel distretto senza collegamenti tra loro. Purtroppo non si sono conservati gli atti di quella fondazione, ma rimangono numerosissime attestazioni di questo evento storico, che segnò formalmente la nascita di quella che poi fu chiamata la “massoneria moderna”, per distinguerla dalla muratoria delle antiche corporazioni. La riunione di fondazione si svolse nella birreria “The Goose & Gridiron” (L’Oca e Griglia), con la partecipazione di tre logge londinesi e una del Westminster,

Principi e scopi

La massoneria ufficiale dichiara di non avere barriere etniche, religiose, ideologiche e politiche, per effetto delle antiche regole stabilite nelle Costituzioni dei liberi muratori del 1723 e alle quali tutte le istituzioni massoniche del mondo fanno riferimento, anche se con alcune differenze dovute a tradizioni locali e storiche. Sono inoltre solitamente discriminate le donne, in quanto nella maggior parte dei casi esiste per loro un divieto di iniziazione. Sin dal suo sorgere, la massoneria è costituita da logge, cioè gruppi organizzati di persone che operano insieme con gli stessi scopi e ideali, seguiti da ogni massone del mondo. In questo senso è considerata dai suoi aderenti universale, pur nelle sue complesse diversità interne. Il patto alla base sarebbe da intendersi non come un’operatività socio-politica, ma come tensione collettiva, di tutti gli affiliati all’associazione, alla via di perfezionamento delle più elevate condizioni dell’umanità.

I principi massonici discendono dalle Costituzioni di Anderson, redatte da James Anderson nel 1723, e le cui regole fondano la tradizione universale della massoneria. Essi sono dunque principi, o norme ideali, che non possono essere messi in discussione o essere cambiati, pena l’uscita dalla tradizione stessa e dalla idealità massonica. Tra i vari principi e norme c’è quello che precetta la massoneria e tutti i suoi affiliati all’estraneità rispetto alle questioni politiche o religiose. Non per questo la massoneria è antipolitica e antireligiosa, solo è separata da questi ambiti e per tale motivo nelle Logge è vietato discutere di religione, di politica, di affari economici della società civile. Tale principio è affermato con precisione fin dal suo sorgere e ricalca la stessa disposizione vigente nella Royal Society fino dal XVII secolo. Infatti, alcuni membri della Royal Society furono tra i fondatori nel 1717 della prima gran loggia, quella in seguito colloquialmente definita Premier Grand Lodge.

Nel mondo massonico la massoneria di cultura anglosassone prescrive con particolare severità che il massone non debba trattare pubblicamente di questioni inerenti alla politica e alla religione nella veste di massone, conservando la libertà di farlo nella veste di cittadino. Questa prescrizione non è affermata con uguale rigidità nelle Istituzioni massoniche di cultura non anglosassone, che hanno interpretato le Costituzioni massoniche in maniera diversa per motivi storici e culturali. È difficile trattare della massoneria in senso generale, come un tutt’uno, considerando che essa si esprime con diverse modalità organizzative e dottrinarie; tuttavia in essa si riscontrano alcune caratteristiche comuni a tutte le istituzioni massoniche mondiali, che possono essere sintetizzate nelle seguenti:

  1. Il suo scopo ultimo è il miglioramento dell’uomo e dell’umanità.
  2. L’istruzione del massone per mezzo di simboli basati sugli strumenti dei muratori.
  3. L’accettazione in una loggia attraverso una cerimonia di iniziazione.
  4. L’organizzazione di perfezionamento graduale, in cui i gradi di Apprendista, Accettato o Ammesso (o Introdotto) (A.A./ A.I.), Compagno di Mestiere (o d’Arte) (C.d.M./C.d.A.) e Maestro Muratore o Massone (M.M) sono comuni a tutti i sistemi massonici.
  5. Il suo carattere confidenziale e discreto, anche se in certi tempi e luoghi, si manifestò con modalità di segretezza.

La massoneria promuove tra i suoi aderenti la ricerca incessante della verità per realizzare la fratellanza universale del genere umano. Attraverso i suoi riti di affiliazione finalizza la sua azione sul piano etico sviluppando i valori universali (lealtà, amicizia, fedeltà, sincerità, bontà, altruismo) della società umana e consolidando i propri ideali con l’astensione da ogni proposizione dogmatica o di fanatismo nello spirito di una tolleranza universale e quella materiale su progetti d’azione benefica nei confronti degli affiliati e, nella società civile, dei bisognosi.

Il valore principale perseguito in massoneria è quello della Libertà e infatti tale parola (freedom) è presente nelle Costituzioni del 1723. Tant’è che requisito indispensabile per essere ammessi in massoneria tra la fine del XVII secolo e l’inizio del XVIII è stato quello di essere uomini liberi (free-born), non servi della gleba, non imprigionati o deportati a forza (bondman). La stessa denominazione «Liberi Muratori» (Freemasons) definisce chi lavorava in un cantiere di costruzione percependo una paga e non perché costretto. Nei tempi moderni il concetto di “libero” è sostanzialmente riferito alla libertà d’azione, nel senso di non subire la prigionia o condanne limitanti la libertà d’azione personale e/o nella società.

L’altro valore è quello dell’uguaglianza, e infatti nelle logge settecentesche era bandita ogni differenza, apportatrice di disuguaglianze per motivi di censoceto e classe sociale, di etnia e di religione, anticipando nella pratica interna della loggia le prime forme di democrazia, poi teorizzate in modo più articolato dall’Illuminismo. Nella loggia ogni affiliato è “uguale” agli altri e l’unica differenza è data dal grado massonico (A.A. – C.d.M. – M. M.), indicante il percorso di perfezionamento svolto.

La tolleranza, anche se sempre attivamente praticata tra i massoni, non appare come valore fondante della massoneria nei primi decenni della sua affermazione; non casualmente questa parola non appare nel testo delle Costituzioni (1717). Solo quando i principi e i valori illuministici nei paesi di cultura occidentale condizionarono il pensiero massonico, la tolleranza assunse una maggiore importanza.

Numero1790

MASSONERIA  E  RISORGIMENTO  ITALIANO

MASSONERIA  E  CHIESA  CATTOLICA ROMANA

Ciro Menotti, Giuseppe Mazzini, Cesare Balbo, Massimo d’Azeglio, Vincenzo Gioberti, Giuseppe Garibaldi, Nino Bixio, Aurelio Saffi, Camillo Benso Conte di Cavour erano tutti massoni.

Non è vero che l’Unità d’Italia è stata ottenuta per volontà popolare, come ha sempre voluto farci credere la retorica nazionalistica. Al contrario è stata una cospirazione nobile – medio borghese di patrioti liberali anticlericali “illuminati”, la cui cultura è ascrivibile all’Illuminismo Razionalista e Libertario. Un parto elitario e settario.

Questa tesi è stata da me sostenuta nel tema d’Italiano all’esame di Maturità Classica presso il Liceo Stellini di Udine nel luglio del 1960. Era una esegesi storica chiaramente controcorrente, rispetto ai comuni insegnamenti dei testi di storia. Ho dovuto sostenere, per questo, un duro contraddittorio con tutta la Commissione, all’esame orale, come un interrogatorio di terzo grado, come in un Tribunale dell’Inquisizione: ero considerato un “sovversivo” dell’ordine costituito, sul piano intellettuale, ben s’intende. Se mi hanno dato il 9, come voto, probabilmente è perché hanno riconosciuto che i miei argomenti erano storicamente e filologicamente corretti e condivisibili, ancorché e quantunque frutto di una interpretazione del tutto personale.

L’opera della massoneria nel Risorgimento italiano è iniziata con Napoleone e terminata con la distruzione dello Stato pontificio. Sempre condannata dal magistero della Chiesa.

Che lo scopo ultimo della massoneria dell’Ottocento fosse proprio l’abbattimento del potere temporale dei papi e che per raggiungere questo obiettivo i “fratelli” di tutto il mondo si siano affidati ai Savoia che hanno realizzato un’unificazione italiana ad immagine e somiglianza dei desiderata del pensiero massonico, sta scritto nero su bianco in centinaia di documenti sia di parte massonica che cattolica.


Tanto per esemplificare. Il Risorgimento è iniziato dal massone Napoleone che invade l’Italia e la saccheggia impunemente in nome della “libertà”. Prima dì entrare a Milano, il futuro imperatore ha l’ardire di rivolgere alla popolazione il seguente bando: ” Noi siamo amici di tutti i popoli, ed in particolare dei discendenti dei Bruti e degli Scipioni. Ristabilire il Campidoglio, collocandovi onorevolmente le statue degli eroi che lo resero celebre: e risvegliare il Popolo Romano assopito da molti secoli di schiavitù, tale sarà il frutto delle nostre vittorie, che formeranno epoca nella posterità”.

Napoleone attribuisce a se stesso il ruolo di liberatore. Vuole che gli italiani non siano più schiavi. Ma da chi e da cosa gli italiani, carichi di storia e di primati, avrebbero dovuto essere liberati? Lo si capisce con immediatezza considerando lo stemma del Regno d’Italia che vede la luce nel 1805, frutto della fervida fantasia del generale-imperatore. Come distintivo del nuovo tipo di regalità, spicca, tra gli altri, un simbolo molto impegnativo: un Pentalfa massonico (una stella a cinque punte) con due punte rivolte verso l’alto e una sola verso il basso. Un’insegna satanica. Ciò significa che Napoleone non si vergogna di mostrare in bella vista cosa intende per l’Ordine Nuovo che viene ad imporre al mondo: un ordine fondato sulla potenza di Satana. Un ordine anticristiano. 
Per capire come il binomio massoneria-satanismo sia in qualche modo costitutivo, bisogna tener presente che la visione del mondo massonica è interamente costruita intorno a due presupposti. Il primo è il rifiuto della Rivelazione: i massoni ritengono spetti all’uomo in totale autonomia, e col solo aiuto della ragione, stabilire quali siano le leggi della morale e del vivere civile.

Questo è anzi il compito che i massoni ritengono loro proprio ed esclusivo: non a caso il 10 febbraio 1996 una pagina intera di pubblicità sul Corriere della Sera ricorda che i massoni “hanno la responsabilità morale e materiale di essere guida di altri uomini”.

Il secondo presupposto è che la natura dell’uomo (della specie umana, non del singolo) è costantemente perfettibile: si tratta del mito del Progresso che induce a ritenere possibile il raggiungimento su questa terra della felicità (il diritto alla felicità tanto solennemente iscritto nella Costituzione americana) conseguito attraverso il pieno sviluppo di tutte le potenzialità umane.

La massoneria ritiene dunque possibile raggiungere la tangenza uomo-dio con le sole forze della ragione, e cioè per natura: gli aspetti di satanismo che colorano tante posizioni massoniche derivano da questa convinzione. Nel libro della Genesi quando Satana si rivolge ad Eva lo fa proprio per insinuarle il desiderio di diventare Dio come se ciò fosse possibile in forza di un semplice atto di volontà: “Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio” (Gn 3, 5).

Tanto per restare in Italia, è in questo contesto teorico che Giosuè Carducci  (Premio Nobel per la Letteratura nel 1906) compone l’inno a Satana (“Salute, o Satana,/ O ribellione,/ O forza vindice/ De la ragione!”).

Tenendo presenti questi assunti diventa chiaro in che senso Napoleone (ed i liberali al di lui seguito) spaccino se stessi per i liberatori del popolo italiano: si propongono di “liberare” gli italiani dal cattolicesimo che, a loro modo di vedere, ha trasformato gli ‘eredi degli Scipioni” in un popolo di schiavi.

Più in generale la massoneria ritiene che gravi sulle sue spalle il compito ciclopico di liberare l’uomo dalla superstizione, da ogni superstizione. Ecco cosa scrive nel 1853 il luminare della massoneria francese J.M. Ragon: l’ordine apre i suoi templi agli uomini “per liberarli dai pregiudizi dei loro paesi o dagli errori delle religioni dei loro padri”. Ancora: la massoneria “non riceve la legge ma la stabilisce dal momento che la sua morale, una ed immutabile, è più estesa e più universale di quelle delle religioni native, sempre esclusive”.

La massoneria italiana è perfettamente allineata su questa posizione. La Costituente che si riunisce nel maggio del 1863 dopo aver stabilito che l’ordine “Non prescrive nessuna professione particolare di fede religiosa, e non esclude se non le credenze che imponessero l’intolleranza delle credenze altrui”, precisa (art.3) che i principi massonici debbono gradualmente divenire “legge effettiva e suprema di tutti gli atti della vita individuale, domestica e civile” e specifica (art.8) che il fine ultimo dell’istituzione è “raccogliere tutti gli uomini liberi in una gran famiglia, la quale possa e debba a poco a poco succedere a tutte le chiese, fondate sulla fede cieca e l’autorità teocratica, a tutti i culti superstiziosi, intolleranti e nemici tra loro, per costruire la vera e sola chiesa dell’Umanità”.

“Legge suprema di tutti gli atti della vita individuale, domestica e civile”, prescrive la Costituente. Detto fatto. Tutti gli ordini religiosi cattolici all’indomani dell’unità d’Italia vengono aboliti ed i loro beni svenduti all’1% della popolazione di fede liberale. Tutte le opere pie costruite nel corso dei secoli soppresse. Le processioni cattoliche vietate, permesse quelle massoniche. Le scuole cattoliche chiuse, imposte quelle di Stato a guida “illuminata”. E via continuando.

Stando così le cose, è ovvio che fra Chiesa cattolica e massoneria ci sia incompatibilità radicale. Fra Cristo e Belial – ricordano Pio IX e Leone XII – non ci può essere compromesso.

Eppure è stato reiteratamente sostenuto il contrario. Per convincere le masse cattoliche della bontà della proprie intenzioni, l’élite massonica ha avuto buon gioco . I fratelli hanno spesso gridato ai quattro venti di essere cattolici più cattolici del Papa. Così hanno fatto i fautori del nostro Risorgimento.

A questa propaganda, i papi hanno risposto come potevano, ripetendo all’infinito la serie delle scomuniche contro la massoneria: ogni volta c’era qualcuno che sosteneva che le censure ecclesiastiche, per lui e per i suoi, non valevano. E ogni volta i papi dovevano ricominciare. Durante il Risorgimento la guerra contro la Chiesa cattolica condotta dalla massoneria nazionale ed internazionale è stata particolarmente cruenta e distruttiva.

Essendo la popolazione italiana, in maggioranza, cattolica, per far trionfare il proprio punto di vista assolutamente minoritario i liberal-massoni hanno fatto ricorso ad una strategia che si potrebbe definire coperta: hanno provato in ogni modo ad infiltrarsi all’interno della Chiesa per condizionarla dal di dentro, hanno colto ogni possibile occasione per definirsi cattolici perfettamente ortodossi, hanno fatto scattare sul piano interno ed internazionale una campagna di denigrazione e falsificazione sistematica.

Contro lo Stato della Chiesa era già in corso una pluricentenaria campagna d’odio e di calunnia orchestrata dalle potenze protestanti. La massoneria organizza un’intensificazione di questa propaganda e lo Stato pontificio viene descritto come il più sanguinario, retrogrado e mal amministrato di tutta la terra. L’ Ordine cerca di convincere i cattolici che la semplice esistenza di uno Stato pontificio sia contraria all’insegnamento di Cristo, vissuto povero e morto in croce, e assicura che rinunciando alla sua visibilità (dal momento che non siamo puri spiriti ciò equivale alla rinuncia all’esistenza) la Chiesa avrebbe guadagnato in spiritualità e purezza.

Pio IX ha combattuto come un leone in difesa della “sua”verità. In decine di encicliche ha descritto a cosa corrispondevano nei fatti le belle e suadenti parole della propaganda liberale. Per evitare che il suo gregge rimanesse abbagliato dalla menzogna trionfante, a cominciare dal 1849 (costretto all’esilio, all’epoca della Repubblica Romana, ha preso carta e penna per raccontare ai cattolici cosa succedeva durante il supposto “risorgimento” della nazione. I massoni, ricorda il Papa, proclamano ai quattro venti di agire nell’interesse della Chiesa e della sua libertà. Si professano cristiani e pretendono dì rifarsi alla più pura volontà di Cristo. Le cose non stanno così: “noi desidereremmo prestar loro fede, se i dolorosissimi fatti, che sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti, non provassero il contrario”.

È in corso una vera e propria guerra, ammonisce il Papa: “da una parte ci sono alcuni che difendono i principi di quella che chiamano moderna civiltà, dall’altra ci sono altri che sostengono i diritti della giustizia e della nostra santissima religione”. L’obiettivo che i massoni perseguono è “non solo la sottrazione a questa Santa Sede ed al Romano Pontefice del “suo legittimo” potere temporale”, ma anche “se mai fosse possibile, la completa eliminazione del potere di salvezza della religione cattolica”.

Dalla dura guerra di religione scatenata durante il Risorgimento ad oggi le cose sono cambiate? Sotto tanti aspetti sì. Però c’è un inquietante particolare che indurrebbe a non esserne così sicuri: l’attitudine dei mezzi di comunicazione di massa a sostenere che l’atteggiamento della Chiesa nei confronti della massoneria è radicalmente mutato.

Così nel 1995 la più diffusa enciclopedia su dischetto – la Grolier Multimedia Enciclopedia scrive: “Il divieto ai cattolici di far parte di logge massoniche è stato cancellato nel 1983”. Così, ed è caso molto serio, il Corriere della Sera nel luglio dello scorso anno, in un’inchiesta pubblicata su Sette dal titolo “Il risveglio della Massoneria” Lindner, firmatario dell’articolo, sostiene: “L’istituzione ha dovuto fare sempre i conti con gli ostacoli frapposti dal Vaticano che solo nel 1983 ha tolto la scomunica”.

È vero l’esatto contrario: nel 1983 la Chiesa non ha cancellato nessuna delle centinaia di scomuniche comminate nel tempo contro la massoneria. La Chiesa ha fatto di più: nella Dichiarazione sulla Massoneria dei 26 novembre 1983 ha ribadito ad opera del card. Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che nulla è cambiato dall’epoca della prima censura contenuta nella bolla “In eminenti” redatta il 28 aprile 1738 da Clemente XII. Nulla di nuovo sotto il sole.


N.d.R. : oggi, ottobre 2019, si legge su articoli di stampa di qualunque ispirazione e su libri di giornalisti  e saggisti specializzati ( Gianluigi Nuzzi, Emiliano Fittipaldi ecc.), che la massoneria sarebbe profondamente infiltrata nella Chiesa Cattolica Romana e che Papa Francesco si sentirebbe “assediato”. Secondo molti, questo “assedio” sarebbe anche alla base dei motivi che hanno spinto alle dimissioni l’ex Papa Ratzinger.

Numero1789 (Questa è una pura coincidenza, parola d’onore N.d.R.)

Il simbolismo massonico nel dollaro americano

Guardando con attenzione una banconota americana da un dollaro, il cosiddetto The one dollar, è possibile notare alcuni simboli che celano in sé significati legati alla Massoneria. È noto che quest’ultima, definita anche come “arte reale”, è un’associazione iniziatica che si propone come patto etico-morale tra liberi individui, come perfezionamento delle più nobili condizioni umane.

Al suo interno, l’uso dei simboli, rappresenta l’essenza stessa della Massoneria, il mezzo tramite il quale dialogare a distanza con tutti i fratelli massoni. Infatti, stando alle stesse parole di Pierre Mariel, massone e martinista, “il simbolo dunque, non è destinato a nascondere la verità. Il suo scopo è invece quello di selezionare coloro che, integrandosi a esso, si mostrano degni di accedere alla Realtà ultima”.

Dollaro americano
Dollaro americano

Simbolismo massonico: realtà o coincidenza?

Esaminando il dollaro, l’attenzione si focalizza subito sull’effige del primo Presidente degli Stati Uniti d’AmericaGeorge Washington. Eletto alla presidenza nel 1789, supervisore dei lavori di costruzione della Casa Bianca (sede ufficiale del Presidente in carica), Washington, in occasione della cerimonia ufficiale di insediamento, fece il suo solenne giuramento sulla sacra Bibbia di proprietà della loggia massonica St. John N°1 di New York.

Il primo Presidente degli Stati Uniti era già stato “iniziato” ai segreti esoterici in giovane età, come membro della Massoneria e dell’Ordine degli Illuminati Bavaresi, ben prima della sua candidatura al potere. È opportuno sottolineare che molti altri presidenti americani furono iscritti alla Libera Muratoria, come ad esempio Franklin Delano Roosevelt, 33° Grado del Rito Scozzese della Libera Muratoria (a lui si deve la decisione di stampare nel 1933 sul dollaro il “Delta Luminoso”); Harry Truman, raggiunto il 33° Grado si fece aggiungere il secondo nome di Solomon, in onore del re Salomone, eroe della Massoneria; William Jefferson Clinton, 33° Grado e George H. W. Bush, anch’egli 33° Grado.

Dipartimento del Tesoro - particolare
Dipartimento del Tesoro – particolare

Accanto a George Washington compare sulla sinistra il logo della Riserva Federale (Federal Riserve Bank, nella banconota presa in esame di New York, ma questa lettera cambia in base alla banca federale di emissione); mentre sulla destra vi sono il simbolo del Dipartimento del Tesoro (Department of the Treasury) e la sua data di fondazione, il 1789. Quest’ultima coincide, oltre che con la fondazione della Riserva Federale, anche con l’anno di inizio della Rivoluzione francese (Presa della Bastiglia), ovvero con un periodo di radicale sconvolgimento sociale e politico, il cui fervore fu alimentato dalle idee proprie dell’Illuminismo e della Massoneria, che prometteva di cambiare il mondo, di creare una società libera dalle ingiustizie, di realizzare una vera eguaglianza tra gli uomini, portandoli tutti ad un elevato grado di conoscenza.

Osservando attentamente il logo, è possibile rintracciare diversi simboli massonici: lo scudo, la bilancia, la chiave (tutti e tre facilmente identificabili) e la squadra (meno visibile, è la linea spessa con il vertice sotto la bilancia che divide in due lo scudo)

 

Quest’ultima, sulla quale sono disegnati tredici punti (Il numero tredici ricorre più volte nella banconota), è certamente uno dei simboli massonici più noti perché rappresenta lo strumento principe del lavoro massonico. Racchiudendo in sé il rigore morale e la perfezione, con il suo angolo sempre fisso, simboleggia infatti il mondo del concreto, o ancora la misura della realtà oggettiva. La chiave rappresenta il sapere esoterico tramandato nel tempo dai confratelli massoni, mentre la bilancia simboleggia chiaramente il delicato equilibrio tra le forze opposte.

 

Simbolismo massonico: Dollaro americano - particolare
Dollaro americano – particolare

Curiosità: la scritta “In God We Trust” ( Noi crediamo in Dio) è presente su tutte le monete: il Congresso degli Stati Uniti lo stabilì il 22 aprile 1864 con il Coinage Act.

Girando la banconota da un dollaro, sulla sinistra è possibile notare, all’interno di un cerchio, una piramide tronca sormontata al vertice da un Delta, al centro del quale vi è un occhio (“Delta Luminoso” o “L’occhio che tutto vede”). La piramide, uno dei simboli più famosi della Massoneria, è formata da tredici gradini e settantadue mattoni (7+2=9, numero della perfezione massonica). Alla base vi è incisa la data “MDCCLXXVI”, ovvero 1776, anno sia della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America (13 anni prima della emissione del dollaro) sia della nascita dell’Ordine degli Illuminati. Sotto la piramide la scritta Novus Ordo Seclorum (e non Seculorum come ci si aspetterebbe) è formata da diciassette lettere, numero che indica la mancanza della perfezione divina, rappresentata invece dal numero diciotto.

Come accennato il numero tredici ricorre numerose volte sulla banconota da un dollaro: tredici, infatti, sono gli stati che formarono la prima confederazione americana; tredici i “passi” da compiere durante il percorso di iniziazione degli Illuminati; tredici le lettere che compongono la scritta che sovrasta la piramide, Annuit Coeptis (“Approva le cose iniziate”).

(N.d.R. : ricordo, di passaggio, che solo in Italia il numero “sfortunato” è il 17, mentre per le altre culture e tradizioni occidentali  è il 13, in particolare il ” Venerdì 13″. Viene fatto risalire al numero dei componenti dell’Ultima Cena, ma anche, e soprattutto, alla data infausta dei Venerdì 13 ottobre del 1307 : in quella notte, i componenti della confraternita dei Cavalieri Templari, furono oggetto di una rappresaglia ferocissima per mano delle truppe del re di Francia Filippo “il Bello” che, con il benestare del papa Clemente V (che era Francese e risiedeva ad Avignone ed aveva emesso una bolla che bandiva la “Setta” per eresia),  diede l’ordine di sterminare tutti i Cavalieri Templari .
Con l’Ordine dei Templari, che disponevano di ingentissime ricchezze accumulate fin dai tempi delle Crociate ed erano la potenza economica più rilevante in Europa, il re Filippo aveva contratto molti debiti, per prestiti usurari. Pensava di cancellare i debiti, eliminando i creditori. Molte migliaia furono i morti, ma molti, si dice per qualche soffiata, riuscirono a fuggire e a disperdersi ( in particolare in Portogallo ed in Scozia), portando con se tesori e cimeli storici di grande valore ed importanza : qualcuno è convinto che anche il “Santo Gral” e l’Arca dell’Alleanza fossero fra questi).

A destra della banconota, è presente un altro simbolo massonico, l’Aquila.  Anche qui il numero tredici ritorna costantemente. Tredici sono le stelle nell’aureola sopra l’Aquila così come lo sono le strisce presenti sullo scudo; tredici i rami con altrettante olive che compongono il ramo d’ulivo sorretto dall’Aquila nell’artiglio destro, mentre nel sinistro vi sono tredici frecce; tredici infine le lettere che compongono le parole E Pluribus Unum (“Da molti uno”), presenti nel cartiglio che l’Aquila regge con il becco. Quest’ultime rivelano che l’insegnamento degli Illuminati si diffonderà per dare inizio ad un nuovo governo universale.

Che si tratti di realtà o di pure coincidenze, che si creda o meno all’esistenza della Massoneria, al suo insito simbolismo, il misterioso fascino della banconota da un dollaro statunitense resta del tutto intatto.

ULTERIORE  APPROFONDIMENTO

Il simbolismo esoterico del dollaro U.S.A.

Avete mai fatto caso agli strani simboli che sono disegnati sui biglietti americani da un dollaro? Si tratta di simboli esoterici! Se siete curiosi seguite questo post.
Iniziamo il nostro viaggio dalla piramide incompiuta con un occhio posto sulla sua sommità, sul retro della banconota: si chiama “L’occhio che tutto vede”, un antico simbolo  che non è patrimonio esclusivo della massoneria, ma già nell’arte rinascimentale si ricorreva al simbolo per indicare una “Divinità Onnipresente” e onnisciente.
Questo “Occhio di Horus” (figlio di Iside e Osiride) era il simbolo dell’antica religione egizia, poi fatto proprio da molti altri gruppi.
Il triangolo è un triangolo isoscele formato dall’unione di due triangoli rettangoli con i lati di cinque, dodici e tredici unità che dimostra il 47° problema di Euclide (noto anche come teorema di Pitagora). In termini cabalistici, il simbolo possiede un valore di 70 + 3 + 200, pari a 273, numero che rappresenta il valore della frase EHBEN MOSU HABONIM (la pietra che gli operai rifiutarono), nota a tutti i massoni dell’Arco Reale. Questo valore è sinonimo anche di Hiram Abiff, l’architetto che morì prima di completare il Tempio di re Salomone (di qui la piramide incompiuta).
La piramide è costituita da 72 mattoni posti su 13 livelli (numero dei gradi della società segreta dell’Ordine degli Illuminati in origine, ma anche il numero che simboleggia la morte). Riducendo cabalisticamente il numero 72, si ottiene 7+2=9, cioè il numero della generazione del Serpente, cioè del Diavolo. Anche i modi di nominare Dio, presso gli Ebrei, erano 72, ed essi, ridotti cabalisticamente, formano il Tetragrammaton (dal greco, “quattro lettere”), YHVH, considerato il Nome più grande di Dio, dal quale derivano tutti gli altri.
L’occhio che la sovrasta si trova all’interno di un triangolo che emana luce, associabile a Dio, che dall’alto e in grado di vedere tutto e tutti. Questo, inoltre, è riconducibile al “Delta degli Illuminati”, che rappresenta la materia, i sensi e la mente, elementi riconducibili all’essenza dell’essere umano; l’occhio di Dio, perciò, è in grado di percepire ogni aspetto dell’uomo. Tuttavia l’occhio nel triangolo è anche connesso all’antico culto sumero degli Yezidi che, nella Mesopotamia meridionale, adoravano il Diavolo. Allora si tratta di un simbolo satanico?
La scritta “Annuit Coeptis“, sopra la piramide, significa che “La divinità ha acconsentito”, cioè d’accordo sui disegni dell’Ordine degli Illuminati. Questa scritta è costituita da 13 lettere. Vedremo che il numero 13 è molto frequente nel dollaro. I tredici gradi dell’Ordine degli Illuminati erano suddivisi in due categorie: l’Edificio Inferiore e l’Edificio Superiore. L’Edifico Inferiore comprendeva i gradi di Novizio, Minervale, Illuminato Minore, Illuminato Maggiore. L’Edificio Superiore comprendeva: “i gradi di Apprendista, Compagno, Maestro, Scudiero Scozzese, Epopte, Principe, Filosofo-Mago, ed infine il grado supremo di Uomo-Re”.
Sotto la piramide, l’iscrizione “Novus ordo seclorum” significa “Nuovo ordine mondiale”: se avesse avuto il dittongo «æ» (di «sæclorum»), avrebbe avuto 18 lettere (18 è il numero della perfezione celeste nella simbologia dell’Apocalisse); tolto il dittongo e così ridotto a 17 lettere, il motto è la privazione della perfezione celeste: il Regno cesaro-papista dei Rosacroce.
La data MDCCLXXVI (1776), inscritta alla base della piramide, è l’anno in cui il principe Jean Adam Weishaupt fondò l’Ordine degli Illuminati (1 maggio 1776). Ai piedi della piramide vi è un simbolo curioso, una “farfalla”, che potrebbe riferirsi all’anima; per i greci, la parola psiche significa “anima”, ma anche “farfalla”, quindi potrebbe significare che la piramide sovrasta e sottomette l’anima-psiche.
La scritta “The Great Seal” (Il Grande Suggello) non è comprensibile, in quanto il simbolo dell’America è l’Aquila (sul fregio di destra), ma diventa subito chiaro se si considera che la piramide è anche un simbolo degli Illuminati.

Nelle iscrizioni “Annuit Coeptis” e “Novus Ordo Seclorum”, se si traccia una linea dalla M di Seclorum alla A di Annuit alla O di Ordo alla S di Coeptis e alla N di Novus, comparirà l’anagramma di “mason” (massone) e il pentagramma demoniaco detto “Testa di capra”, lo stesso inserito nella pianta stradale di Washington D. C. Questa stella, con una punta in basso e due in alto è il simbolo del male (Satana), e nei riti satanici è utilizzato per evocare le potenze malefiche.

 
Un altro simbolo satanico che compare è l’esagramma massonico, la stella a sei punte, frutto della combinazione fra il “Triangolo di Terra” e il “Triangolo d’Acqua”. Nella massoneria va sotto il nome di Sigillo di Salomone e secondo i massoni rappresenta l’armonia (un concetto che ricorda lo yin e lo yang). Da non confondere con la Stella di David, perchè nel simbolo massonico i triangoli si intersecano. Nell’esagramma vi sono connotazioni sessuali: il Triangolo d’Acqua è un simbolo femminile, mentre il Triangolo di Terra, con la punta all’insù, rappresenta il maschile. L’intreccio fra i due triangoli rappresenta l’unione delle forze attive e passive presenti in natura (maschile e femminile). L’aspetto più importante, però, è che l’esagramma viene largamente associato all’occulto ed è considerato il più potente fra i simboli satanici, quello che racchiude il “666”. Gli occultisti lo chiamano anche “trud” e se ne servono durante le cerimonie di negromanzia per evocare gli spiriti del male.
Sul fregio di destra, poi, c’è  “L’Aquila”. Quest’aquila, presenta sull’ala destra 32 piume, il numero corrispondente ai gradi ordinari della massoneria di Rito Scozzese. L’ala sinistra ha 33 piume e quella in più corrisponde al 33° grado del medesimo Rito, conferito per il compimento di attività di rilievo nella massoneria. La coda presenta nove piume, il numero dei gradi nel Capitolo, Consiglio e Comando del Rito di York. Le piume sono in totale 65, che in gematria (lo studio numerologico delle parole scritte in lingua ebraica, uno dei metodi di analisi utilizzati nella Qabbalah) corrisponde al valore della frase ebraica YAM YAWCHOD (insieme in unità), frase tratta dal Salmo 133, utilizzata nel rituale relativo al primo grado.
L’Aquila è un altro simbolo di Horus, rappresentato dai geroglifici egiziani con la testa di falco, famiglia dei rapaci e di conseguenza appartenente alla famiglia dell’aquila. La scritta “E PLURIBUS UNUM” (Da molti, uno), impressa sul nastro che l’aquilla stringe col becco, significa che il verbo degli Illuminati sarà diffuso a tutte le nazioni per costituire un governo mondiale; anche questa scritta ha 13 lettere. Nel bagliore a forma di cerchio, sopra l’aquila, vi sono 13 stelle a 5 punte (i Pentalfa massonici) che insieme formano la stella a sei punte.
Intorno alle 13 stelle sono disposti in cerchio (simbolo di Eternità) delle nuvole, con una corona di luce (la Gloria), a simboleggiare, in un primo tempo, la presenza di Dio, ma nessun raggio di luce fende le nuvole e così il Signore viene fatto prigioniero del cerchio che è simbolo anche del Serpente. Sotto la cresta è disegnata l’Aquila, e lo scudo posto su di essa ha (torna il solito numero) 13 bande verticali e, ancora, nell’artiglio destro è stretto un ramo d’olivo con 13 foglie e 13 olive, e con l’artiglio sinistro tiene 13 frecce.
Il numero 13, nel fregio di destra, è riipetuto per ben 6 volte, cioè per tante volte quanto è il numero dell’empietà: 13×6=78. Riducendo cabalisticamente, 7+8=15, e ancora 1+5=6, cioè ancora il numero del nome della Bestia, dell’empietà; empio è Satana che si presentò come Serpente; il ramo d’olivo retto dall’Aquila, ricalca, nella forma, il Caduceo, emblema di Anubi (fratello di Osiride).
Passiamo al recto della banconota, lato che riporta l’effige di George Washington, primo presidente degli Stati Uniti d’America. Sulla figura dii George Washington si potrebbe scrivere un libro, ma limitiamoci a dire che fu iniziato alla massoneria nel 1752 (quando aveva meno di ventuno anni) presso la Fredericksburg Lodge n. 4, in Virginia. Nel 1784 ricevette il grembiule in satin bianco dell’Holy Royal Arch da Gilbert Lafayette, l’aristocratico che ebbe una forte influenza sulla Rivoluzione francese. Nel 1788 fu nominato Gran Maestro dell’Alexandria Lodge n. 22, in Virginia. Come si può capire era un personaggio molto influente nella massoneria.
Alla sinistra di Washington, sulla banconota, compare un cerchio di colore verde rappresentante il simbolo del Dipartimento del Tesoro (Department of the Tresury) e una data, il 1789. La data indica la nascita del Dipartimento del Tesoro statunitense, ma coincide anche con quella della Rivoluzione Francese, che guarda caso, la massoneria ha contribuito a preparare intellettualmente e ha svolto un ruolo determinante nelle agitazioni.
(N.d.R. : Robespierre e Danton erano massoni e il motto LIBERTÈ, EGALITÈ, FRATERNITÈ, che è il compendio e il blasone di tutta la Rivoluzione Francese, rappresenta il contenuto del movimento intellettuale massonico).
Il logo risulta pregno di simboli massonici: scudo, bilancia, squadra, chiave e tredici punti. La squadra è lo strumento principe del lavoro massonico, che racchiude il rigore morale e la perfezione. La chiave rappresenta la conoscenza esoterica che i fratelli massoni si tramandano e la bilancia indica l’equilibrio tra le forze opposte.
Un altro simbolo occulto che non si nota è la “Civetta Pagana”, nell’angolo superiore destro, nella parte superiore sinistra della cornice che circonda il numero “1”. E’ una minuscola civetta (da vedere con la lente di ingrandimento) ed è il simbolo del dio pagano Moloch, associata a pratiche occulte e alla ricerca di un sapere esoterico. Questo simbolo è anche utilizzato da un’influente società segreta americana di tipo massonico denominata “Bohemian Grove”.
Concludiamo qui questo fantastico viaggio nel simbolismo esoterico del dollaro statunitense. Ho cercato di essere sintetico e dettagliato allo stesso tempo, attingendo da varie fonti (Internet e libri), ma questi argomenti vanno ancora approfonditi, anche perchè gli studi dell’esoterismo e della massoneria sono molto complessi. Non crediate, però, che la banconota del dollaro statunitense sia l’unica a contenere messaggi esoterici; osservate anche le altre banconote del mondo e in particolare l’Euro!

 

 

Numero617

If he rightly understands the Art,

he will never be a stupid Atheist,

or an irreligious Libertine.

 

Se egli comprende correttamente l’Arte,

egli non sarà mai uno stupido Ateo,

o un irreligioso Libertino.

 

James Anderson    Costituzione della Massoneria   24 Giugno 1717.