Numero1971

 

Il creativo sicuro

è un cretino.

 

Giorgio Armani.

Numero1970

 

IL  SISTEMA  “MODA” : Parla il migliore, GIORGIO  ARMANI.

 

Il  declino del sistema moda, per come lo conosciamo, è iniziato quando il settore del lusso ha adottato le modalità operative del fast fashion con il ciclo di consegna continua, nella speranza di vendere di più…Io non voglio più lavorare così, è immorale”. Inizia così la lettera scritta da Giorgio Armani a WWD Women’s Wear Daily, rivista settoriale punto di riferimento del mondo della moda. Una lettera che ha il valore di una road map per ripartire quando l’emergenza coronavirus sarà superata e ci sarà bisogno di ripartire dalle priorità, rallentando quei ritmi forsennati che il fashion system ha avuto in questi anni, ma che ha il sapore anche di uno sfogo. Nel mese di marzo le imprese italiane della moda si sono viste azzerare i fatturati, con la merce bloccata nei negozi chiusi almeno fino al prossimo 4 maggio, e le stime di Federazione Moda Italia fanno prevedere un calo di almeno il 50% degli incassi per il 2020 motivo per cui – dopo aver riconvertito le produzioni per fare camici e mascherine – bisogna ripensare a come ripartire.

“Non ha senso che una mia giacca, o un mio tailleur vivano in negozio per tre settimane, diventino immediatamente obsoleti, e vengano sostituiti da merce nuova, che non è poi troppo diversa da quella che l’ha preceduta. Io non lavoro così, trovo sia immorale farlo – scrive Armani -. Ho sempre creduto in una idea di eleganza senza tempo, nella realizzazione di capi d’abbigliamento che suggeriscano un unico modo di acquistarli: che durino nel tempo. Per lo stesso motivo trovo assurdo che durante il pieno inverno, in boutique, ci siano i vestiti di lino e durante estate i cappotti di alpaca, questo per il semplice motivo che il desiderio d’acquisto debba essere soddisfatto nell’immediato – prosegue lo stilista analizzando la situazione attuale -. Chi acquista i vestiti per metterli dentro un armadio aspettando la stagione giusta per indossarli? Nessuno, o pochi, io credo. Ma questo sistema, spinta dai department store, è diventata la mentalità dominante. Sbagliato, bisogna cambiare, questa storia deve finire Questa crisi è una meravigliosa opportunità per rallentare tutto, per riallineare tutto, per disegnare un orizzonte più autentico e vero”.

“Basta spettacolarizzazione, basta sprechi. Da tre settimane lavoro con i miei team affinché, usciti dal lockdown, le collezioni estive rimangano in boutique almeno fino ai primi di settembre, com’è naturale che sia. E così faremo da ora in poi. Questa crisi è anche una meravigliosa opportunità per ridare valore all’autenticità: basta con la moda come gioco di comunicazione, basta con le sfilate in giro per il mondo, al solo scopo di presentare idee blande. Basta intrattenere con spettacoli grandiosi che oggi si rivelano per quel che sono: inappropriati, e voglio dire anche volgari. Basta con le sfilate in tutto il mondo, fatte tramite i viaggi che inquinano. Basta con gli sprechi di denaro per gli show, sono solo pennellate di smalto apposte sopra il nulla. Il momento che stiamo attraversando è turbolento, ma ci offre la possibilità, unica davvero, di aggiustare quello che non va, di togliere il superfluo, di ritrovare una dimensione più umana… Questa è forse la più importante lezione di questa crisi”, conclude lo stilista.

Numero1875

Da un’intervista a Giorgio Armani su IL FATTO QUOTIDIANO
Milano, 23 febbraio 2020.

 

“Si parla di donne stuprate in un angolo. Le donne, oggi, sono regolarmente stuprate dagli stilisti, e mi ci metto anch’io. È indegno quello che succede” tuona Armani e si scaglia contro la pubblicità che mostra donne ipersexy:
“Penso a certi manifesti pubblicitari in cui si vedono donne provocanti, seminude: succede che molte si sentano obbligate a mostrarsi così. Questo, per me, è uno stupro. Scusate lo sfogo e le parole forti, ma sentivo di doverlo dire. Sono stufo di sentirmi chiedere le tendenze del momento. Le tendenze non sono niente, non ci devono essere: la cosa più importante è vestire le donne al meglio, evitando il ridicolo, non discutere di “cosa va di moda o no”. Piantiamola di essere succubi di questo sistema. Dovreste piantarla di parlare di tendenze che non ci sono, non devono esserci perché una giacca gonfia non aiuta ad essere snelle o sexy, ma solo a infagottarsi….”.

N.d.R.:   Bravo Giorgio, che ci liberi dall’ossessione delle tendenze che “non sono niente”. Bisogna solo migliorare la donna che vive il suo tempo, e che, se ha un po’ di testa, sa come gestire questa possibilità.
Insomma, la donna dovrebbe avere soltanto a disposizione gli strumenti  e i mezzi per sottolineare la propria persona e personalità, ed  essere lei, in prima istanza, a scegliere quelli più adatti a se stessa. Sempre.
La moda passa, lo stile resta – come dice Coco Chanel.
Ogni donna si crei il suo stile. La vera creatività è essere autori del proprio stile.

P.S. : Con la collaborazione di Rita.

Numero1740

La moda viene

seguita da chi

non ha un suo stile.

Numero1617

La moda passa,

lo stile resta.

 

Coco Chanel

Numero637

A woman is never sexier,

than when she feels

confortable in her clothes.

 

Una donna non è mai così sexy,

come quando si sente

comoda nei suoi vestiti

Numero256

Fine carpets are never out of fashion.

I bei tappeti non sono mai fuori moda.

Numero247

La moda è la più eccellente delle farse:

quella della quale nessuno ride

perché tutti vi recitano.