Se volete che vostro figlio
sia intelligente,
leggetegli delle favole;
se volete che sia molto intelligente,
leggetegliene di più.
Albert Einstein.

Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Se volete che vostro figlio
sia intelligente,
leggetegli delle favole;
se volete che sia molto intelligente,
leggetegliene di più.
Albert Einstein.
DESIDERATA
Passa, tranquillamente, tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.
Finché è possibile, senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone.
Dì la verità con calma e con chiarezza, e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti, anche loro hanno una storia da raccontare.
Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito. Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.
Gioisci dei tuoi risultati, così come dei tuoi progetti.
Conserva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto, non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all’amore, poiché, a dispetto di tutte le aridità e disillusioni, esso è perenne come l’erba.
Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall’età, lasciando, con un sorriso sereno, le cose della giovinezza.
Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l’improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con l’immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. Tu sei figlio dell’Universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad essere qui. E, che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l’Universo ti si stia schiudendo, come dovrebbe.
Perciò, sii in pace con Dio, comunque tu lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima, pur nella rumorosa confusione della vita.
Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora, e pur sempre, un mondo stupendo.
Fai attenzione.
Cerca di essere felice.
A MIO FIGLIO.
….e una donna, che reggeva un bambino al seno, domandò: “Parlaci dei figli”.
I Vostri figli non sono figli Vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso Voi, ma non da Voi.
E, benché vivano con Voi, non vi appartengono.
Potete dare loro l’amore, ma non i vostri pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi,
ma non alle loro anime.
Essi abitano la casa del domani,
che non Vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro,
ma non farli simili a Voi:
la vita procede e non si attarda sul passato.
Gibran Kahlil Gibran da “Il Profeta”.
Per moltissimo tempo,
anche senza rendermene
conto, non facevo che
cercare di essere mio
padre, che era un tipo
affascinante, un
giocatore, un po’
poeta, un po’
intrigante, un po’
cialtrone…. un tipo
fra Rimbaud e
Fitzgerald. Mio padre
era un amorale, non
gliene fregava niente
di niente. Io, invece,
sono moralissimo,
anche se non in senso
cattolico. Sento una
discriminante tremenda
fra il bene e il male.
Nel momento in cui
sono riuscito a
distaccarlo, ho
cominciato a
liberarmene. Sì,
bisogna assolutamente
uccidere la figura
paterna. O almeno,
castrarla, come
racconta il mito di
Urano, e il mito è
alla base di tutto.
Castrare il padre non
tanto perché, come
dice Freud, ti
toglie la madre, ma
soprattutto perché
toglie la forza
a te stesso.
Roberto Vecchioni.
Figlio chi ti insegnerà le stelle
se da questa nave non potrai vederle?
Chi ti indicherà le luci della riva?
Figlio, quante volte non si arriva!
Chi ti insegnerà a guardare il cielo
fino a rimanere senza respiro?
A guardare un quadro per ore e ore,
fino ad avere i brividi dentro al cuore?
Che al di là del torto e la ragione,
contano soltanto le persone?
Che non basta premere un bottone
per un’emozione?
Figlio,figlio,figlio. Roberto Vecchioni
La ricchezza dei poveri
è rappresentata dai loro figli,
quella dei ricchi
dai loro genitori.
Da quaggiù, mi hai visto nascere
e da lassù, mi guardi vivere.
Mi manchi, papà.
Non avere figli
è un torto sociale.
Il tradimento di un padre
è il tradimento della moglie,
non dei figli.
I padri devono sempre dare,
per essere felici.
Dare sempre, l’essere padre
sta in questo.
Honorè de Balzac.
Sai quali sono i cattivi padri?
Quelli che hanno dimenticato
gli errori della giovinezza.
Denis Diderot.
Colui che genera un figlio
non è ancora un padre.
Un padre è colui
che genera un figlio
e se ne rende degno.
Fedor Dostoiewskij.
Ci vuole un padre saggio,
per conoscere il figlio.
William Shakespeare.
Ho imparato che, quando un neonato
stringe, per la prima volta,
il dito del padre nel suo piccolo pugno,
l’ha catturato per sempre.
Johnny Welch.
Un padre è sempre autorizzato
a togliere il proprio figlio
dalla cattiva strada,
nella quale si è messo.
Alexandre Dumas figlio.