Numero1980

 

LE  PERSONE   INTELLIGENTI  HANNO  MENO  AMICI ?

 

Recenti studi hanno appurato che le persone intelligenti tendono ad avere meno amici, a confronto delle persone meno intelligenti.
Prima che qualcuno storca il naso, voglio subito chiarire che questo, ovviamente, non vuol dire che tutte le Persone Intelligenti hanno pochi amici, come non vuol dire che le Persone Poco Intelligenti sono circondate da tanti amici, dato che le eccezioni esistono sempre. Ma se dovessimo analizzare un ampio campione di persone, potremmo confermare che queste conclusioni sono attendibili.

Vediamo, allora, 7 ragioni per cui le Persone Intelligenti hanno un numero inferiore di amici, rispetto alla norma.

1 – VEDONO  ATTRAVERSO  LE  PERSONE
Le Persone Intelligenti riescono a capire la personalità altrui più in profondità e non si fermano all’aspetto più superficiale che gli altri vogliono far trasparire.
Tendono a mantenere le distanze dalle persone che, invece di comportarsi in modo naturale, tentano di fare di tutto per farsi apprezzare dagli altri. Queste non sono persone genuine e non vale la pena di perderci dietro tempo che potrebbe essere usato con coloro a cui tengono veramente.

2 – HANNO  UNA  MENTALITÀ  PIÙ  APERTA  E  IDEE  SPESSO  DIVERSE
Le Persone Intelligenti hanno una mentalità più aperta e le loro idee sono spesso diverse da quelle della maggioranza e, nonostante ascoltino le opinioni altrui diverse dalle loro, solo quelle di poche persone, per cui nutrono un profondo rispetto, verranno da loro prese in considerazione.
Questo comporta, per loro, di volersi allontanare ed evitare di perdere tempo con persone superficiali e poco interessanti, che avrebbero poco da dare in una eventuale relazione di amicizia.

3 – NON  AMANO  CONVERSAZIONI  BANALI
Le Persone Intelligenti stanno, generalmente, bene con se stessi. Quando interagiscono con gli altri, non amano impegnarsi in conversazioni banali e insignificanti, preferendo il silenzio.Un detto così recita:”Se non hai nulla da dire di più bello del silenzio, taci. In fondo, è sempre meglio stare in silenzio e sembrare stupido, piuttosto che aprire la bocca e….togliere ogni dubbio”.

4 – DETESTANO  I  COMPORTAMENTI  DRAMMATICI
I comportamenti drammatici, tipici di quelle persone che amano stare al centro dell’attenzione, sono considerati particolarmente irritanti dalle Persone Intelligenti, nonché una perdita di tempo. Ogni persona ha, sempre, molte cose a cui badare e il tempo a disposizione è, al giorno d’oggi, sempre più limitato:
l’ultima cosa che essi vogliono fare è buttarlo via con persone lagnose ed egocentriche.

5 – NON  DEVONO  DIMOSTRARE  A  TUTTI  QUANTO  VALGONO
Le Persone Intelligenti sono forti ed indipendenti. Lavorano ai propri obiettivi per loro stessi e non per far contento qualcun altro. Non si sentono sotto pressione per dover impressionare persone a cui danno poca considerazione. L’unica opinione che conta veramente, oltre la loro, è quella di un circolo ristretto di amici e conoscenti, che rispettano profondamente.

6 – APPROCCIANO  NUOVE  AMICIZIE  CON  CAUTELA
Le Persone Intelligenti già sanno chi sono i loro veri amici. Sanno che il tempo è limitato e passarlo con conoscenze, per loro, meno importanti, vuol dire sacrificare tempo che potrebbe essere speso con persone a cui tengono veramente.
Sia chiaro, conoscere gente nuova, in continuazione, è molto importante, perché li aiuterà ad imparare sempre nuove cose, a capire diversi punti di vista e a crescere, come persone. Ma solo una piccolissima percentuale di queste persone nuove, potrebbe, poi, diventare un’amicizia da considerarsi tale, veramente, e non solo una conoscenza superficiale.

7 – SONO  CONCENTRATI  SUI  LORO  OBIETTIVI
Le Persone Intelligenti, generalmente, sono molto ambiziose e, mentre è vero che hanno molti sogni sui quali lavorano, allo stesso tempo, non amano parlarne e condividerli con persone chiuse mentalmente, le quali, molto probabilmente, li criticherebbero, pur non avendo, spesso, la minima conoscenza per permettersi di farlo e senza portare nulla di costruttivo alla conversazione.
Questo può, spesso, far passare le Persone Intelligenti per arroganti e piene di se. Ma la realtà è che le Persone Intelligenti non hanno, necessariamente, bisogno di far sapere i loro affari a tutti. Mentre, spesso, l’approccio usato dalle persone insicure è quello di cercare l’approvazione altrui.

 

N.d.R.    Questa non è farina del mio sacco. Sono sicuro che il lettore potrebbe sospettare che si tratti di un panegirico autocelebrativo. In realtà, io non ho molti amici, quindi, per sillogismo, dovrei considerarmi intelligente, secondo il contenuto del testo di cui sopra. Niente di più lontano dalla verità: pur senza tanti amici, io mi considero un ignorante, in continuo sforzo di riscatto.
Mi dispiace deludere i miei potenziali detrattori, ma il testo, che mi ha incuriosito, è la trascrizione di un filmato su YOUTUBE. E parla delle Persone Intelligenti. Non di me. Io ne sono solo l’indegno trascrittore.

Numero1954

 

RIFLESSIONI

Qualcuno, sul WEB, ha scritto alcuni disarmanti pensieri.

Da meditare e condividere.

 

Ci siamo addormentati in un mondo, e ci siamo svegliati in un altro.

Improvvisamente Disney è fuori dalla magia,
Parigi non è più romantica,
New York non si alza più in piedi,
la Muraglia Cinese non è più una fortezza,
e la Mecca è vuota.

Abbracci & baci diventano improvvisamente armi, e non visitare genitori e amici diventa un atto d’amore.

Improvvisamente ti rendi conto che il potere, la bellezza e il denaro non hanno valore e non riescono a prenderti l’ossigeno per cui stai combattendo.

Il mondo continua la sua vita ed è bellissimo.
Mette solo gli esseri umani in gabbie.
Penso che ci stia inviando un messaggio:
“Non sei necessario. L’aria, la terra
l’acqua e il cielo senza di te stanno bene.
Quando tornate, ricordate che siete miei ospiti.
Non i miei padroni”.

Numero1858

Sono uno che archivia il passato,

che si astiene dal presente

e che disdice il futuro.

Ma, senza amarezza,

dignitosamente,

sono grato

alla vita.

Ciao.

Numero1855

È quando le aspettative

sono ridotte a zero,

che si apprezza veramente

ciò che si ha.

 

Stephen Hawking

Numero1799

Ho appena finito di guardare in TV la replica di una delle innumerevoli  puntate  della serie del Commissario Montalbano. L’avevo già vista, come tante altre; ma le rivedo volentieri perché mi piace ascoltare il dialetto Siciliano: trovo che, nelle sue coloriture, esprime, come pochi altri, il carattere della gente che lo parla.
Ma quello che mi interessa anche, è constatare la bravura del protagonista, Luca Zingaretti, fratello dell’attuale leader politico del Partito Democratico.
È certamente un validissimo attore ma, a parte le sue doti artistiche, quello che mi intriga, ogni volta che lo guardo, è la somiglianza della sua figura con quella di Benito Mussolini. Basterebbe aggiungervi l’espressione tronfia, l’atteggiamento borioso e la loquela drammatica e trionfalistica del “Duce” e sarebbe perfetto. Un regista, teatrale o cinematografico, lo arruolerebbe ad occhi chiusi: non esisterebbe, al mondo, un attore che, meglio di lui, potrebbe vestire i panni e dare il volto al Cavalier Benito.
E mi sono chiesto: se io fossi Zingaretti e mi fosse fatta la proposta di interpretare un tale personaggio, cosa farei? Accetterei o no?
Francamente non saprei risolvere il dilemma.
È talmente stridente la dicotomia fra la “persona” e il “personaggio” che io sarei in difficoltà a decidere. Non so lui.
Sappiamo tutti che un attore dovrebbe essere  in grado di interpretare qualunque ruolo gli venga proposto, almeno dal punto di vista tecnico: stiamo parlando di “fiction”. Ma è vero anche che un personaggio bisogna “sentirlo”, in qualche modo, come simile a sé, per darne una valida interpretazione. La sola  somiglianza fisica potrebbe essere necessaria ma non sufficiente.
Io non conosco le idee politiche di Luca Zingaretti, magari sono in linea con quelle del fratello; comunque, i tratti storici ed umani del “Duce” sarebbero anche in contrasto con il profilo del popolare Commissario, famoso in tutto il mondo. Penso che, proprio per opportunità e coerenza, potrebbe rifiutare.
E se, per pura ipotesi accademica, accettasse? Ci sarebbe una sollevazione popolare? O una interpellanza parlamentare?
Questo diventerebbe un caso, seppur in linea ipotetica, di vero e proprio OSSIMORO artistico.
Tutto sommato, alla fine di questa riflessione, per quanto fittizia e di “finzione”, io “mi sono fatto persuaso” che, se fossi in lui, rifiuterei.

Numero1445

Quello che segue, l’ho letto, a conclusione della serata,  ad un gruppo di amici, riunito per una cena seguita da una schitarrata senza pretese, in tono dimesso, solo per pochi intimi.
La rima compare, a casaccio, senza uno schema fisso, perciò non la definirei una poesia vera e propria, bensì un a prosa poetica o una poesia prosaica. Come vi pare.
Quello che conta è che la recitazione sia fluida e scorrevole e, soprattutto, che il contenuto sia interessante e condivisibile, intrigante e coinvolgente.
Sembra che lo sia stato. E che lo sia, tuttora e senza un tempo definito, a voi il giudizio.

C O M M I A T O

 

Così, pian piano, è quasi finita

‘sta nostra simpatica serata

che, insieme, abbiamo passata

suonando e ascoltando canzoni:

la colonna sonora della vita,

le speranze, i sogni, le emozioni

dei nostri anni più belli:

parole, refrain, ritornelli

han portato alla mente i ricordi

delle nostre lontane stagioni.

Una chitarra e quattro accordi

e la voce che vola su in alto

e il cuore che ha un soprassalto

per sentirci giovani e felici

lontani da eccessi e bagordi

ma soltanto da buoni amici.

Che bei tempi, lasciatemi dire,

quando tutto sembrava possibile

e il futuro appariva credibile

e potevi sognarlo davvero

e speravi, comunque, nel meglio

e il lavoro era proprio vero,

come l’amore quand’è sincero.

Siamo stati proprio fortunati.

Avevamo poco e ci sembrava tanto,

ci mancavano, forse, soltanto

le illusioni  od i superpoteri,

le magie dei mondi incantati,

e le troppe  fantascemenze

da cui oggi siamo bersagliati

per ottundere infantili coscienze.

Pochi diritti e tanti doveri:

tale era la nostra condizione,

ma bastava una semplice canzone

ed ecco tutto diventava più bello,

non il bello di oggi, ma quello di ieri

il bello di classe, il bello elegante,

il buon gusto dei valori veri,

non la moda becera e ignorante

che, per rendere diverso tutto,

abdica al proprio equilibrio

e trasforma ogni cosa in brutto.

Non apparteniamo più e ormai

alle cose di questo tempo.

Non so voi, ma io sono stanco

di disapprovare e contestare,

questo mondo non lo voglio criticare:

adesso, ragazzi miei , tocca a voi,

vivete pure come diavolo vi pare,

perché tanto, lo capirete poi

che cosa ci sarebbe da cambiare.

Io tolgo il disturbo, scusate l’intrusione,

quando sarà ora, me ne voglio andare,

in punta di piedi, con educazione.

Se stasera siete stati bene

e vi è piaciuta la nostra compagnia

e se, fra poco, ve ne andrete via

portandovi dentro qualche cosa

che vi ha arricchiti e resi migliori,

ripetiamo ancora questi incontri,

rimettiamo insieme i nostri cuori

un po’ drogati dalla nostalgia

e ricordiamoci che la poesia

non è soltanto di chi la scrive

ma anche di chi la sente sua,

di chi l’ascolta dentro e la vive,

come retaggio davvero universale

del proprio immaginario personale,

che diventa, poco a poco, collettivo

per unirci in un grande abbraccio,

per snidare quel poco di eterno

che c’è dentro di noi ancora vivo

e che ci rende buoni, umani,

liberi e aperti alle cose belle

che abbiamo sempre in comune,

oltre le nostre caduche particelle.

Grazie per essere stati qui,

per aver partecipato e ascoltato,

per aver sentito e sognato.

È bello, infatti, stare insieme,

quando abbiamo davvero qualcosa

che ci accomuna ancora così:

la musica, la poesia, i buoni sentimenti

che stasera ci hanno lasciati contenti

di aver vissuto queste ore.

Grazie a tutti e … di tutto cuore.

 

Alberto Visintino      2018

 

 

 

 

Numero1370

Ogni giorno, ad ogni singolo risveglio,

ricorda a chiare lettere, dentro il tuo cuore,

che ….”Tu sei la persona più importante della tua vita”.

 

S. Littleword.

Numero1318

Io sono uno che pensa

quello che dice

e dice

quello che pensa.

Numero260

Look at usual things

with unusual eye.

Guarda le cose normali

con occhio insolito.

Numero258

Whenever you find

that you are on the side

of the majority,

it is time to reform.

Mark Twain.

Appena ti accorgi

che stai dalla parte

della maggioranza,

è ora di cambiare.

Numero200

Pensare è uno dei massimi piaceri

concessi al genere umano.

Bertoldt Brecht.

Numero199

Ho fatto in modo che il passato

non fosse talmente presente

da impedirmi di vivere il futuro.

Io non voglio sperare in un futuro migliore,

voglio solo lasciarmi alle spalle

uno splendido passato.

Credo che la fantasia

sia più importante della conoscenza,

che i sogni siano più potenti dei fatti,

che la speranza trionfi sempre sull’esperienza,

che la risata sia l’unico rimedio al dolore

e che l’amore sia più forte della morte.

Testamento spirituale di Alberto.

Numero196

Quando si avvicina la fine,

non ci sono più immagini

per il ricordo,

restano solo le parole.

Jorge Luis Borges.

Numero192

Ciò che siamo 

è tutto ciò

che abbiamo pensato.

Buddha.