Numero1963

 

Ricevo da un’amica

 

“Se ne vanno.

Mesti, silenziosi,

come, magari

è stata umile

e silenziosa

la loro vita,

fatta di lavoro,

di sacrifici, tanti.

Se ne va una

generazione, quella

che ha visto la guerra,

ne ha sentito l’odore

e le privazioni,

tra la fuga in un

rifugio antiaereo

e la bramosa ricerca

di qualcosa per sfamarsi.

Se ne vanno mani

indurite dai calli,

visi segnati da

rughe profonde,

memorie di giornate

passate sotto

il sole cocente o

nel freddo pungente.

Mani che hanno

spostato macerie,

impastato cemento,

piegato ferro, in

canottiera e cappello

di carta di giornale.

Se ne vanno

quelli della Lambretta,

della Fiat 500 o 600,

dei primi frigoriferi,

della televisione

in bianco e nero.

Ci lasciano, avvolti

in un lenzuolo, come

Cristo nel sudario,

quelli del boom economico

che, con il sudore,

hanno ricostruito

questa nostra nazione,

regalandoci quel benessere

di cui abbiamo

impunemente approfittato.

Se ne va l’esperienza,

la comprensione,

la pazienza,

la resilienza,

il rispetto, pregi

oramai dimenticati.

Se ne vanno

senza una carezza,

senza che nessuno

gli stringesse la mano,

senza neanche

un ultimo bacio.

Se ne vanno i nonni,

memoria storica

del nostro Paese,

patrimonio della

intera umanità.

L’Italia intera deve

dirvi GRAZIE e

accompagnarvi in

quest’ultimo viaggio

con 60 milioni

di carezze…❤?

 

RICEVUTO da Dott.Begher, pneumologo ospedale S.Maurizio.

Numero1954

 

RIFLESSIONI

Qualcuno, sul WEB, ha scritto alcuni disarmanti pensieri.

Da meditare e condividere.

 

Ci siamo addormentati in un mondo, e ci siamo svegliati in un altro.

Improvvisamente Disney è fuori dalla magia,
Parigi non è più romantica,
New York non si alza più in piedi,
la Muraglia Cinese non è più una fortezza,
e la Mecca è vuota.

Abbracci & baci diventano improvvisamente armi, e non visitare genitori e amici diventa un atto d’amore.

Improvvisamente ti rendi conto che il potere, la bellezza e il denaro non hanno valore e non riescono a prenderti l’ossigeno per cui stai combattendo.

Il mondo continua la sua vita ed è bellissimo.
Mette solo gli esseri umani in gabbie.
Penso che ci stia inviando un messaggio:
“Non sei necessario. L’aria, la terra
l’acqua e il cielo senza di te stanno bene.
Quando tornate, ricordate che siete miei ospiti.
Non i miei padroni”.

Numero1945

 

Mandata da Alan

 

Alcune belle righe di Ratan Tata, imprenditore indiano, uno degli uomini più potenti al mondo:

1.?Non educate i vostri figli ad essere ricchi: educateli ad essere felici.
Cosi quando cresceranno sapranno riconoscere il valore delle cose e non il loro prezzo.

2.?Mangiate il vostro cibo come medicina.
Altrimenti mangerete le vostre medicine come cibo.

3.?Chi vi ama veramente non vi lascerà mai.
Perché anche se ci saranno 100 motivi per andar via, troverà sempre una ragione per restare.

4.?C’è molta differenza tra esseri umani ed essere umano.
Solo pochi la capiscono.

5.?Sei amato quando nasci, e sarai amato quando muori.
Il tempo che c’è tra i
due momenti lo devi gestire tu!

6.?Se vuoi camminare veloce, cammina da solo!
Ma se vuoi andare lontano, cammina in compagnia!

Numero1916

 

La vecchiaia è una bellissima età.

L’età d’oro della vita, perché

è la stagione della libertà,

perché da vecchi si capisce

ciò che da giovani, e persino

da adulti, non s’era capito.

Perché con l’esperienza,

le informazioni, i ragionamenti

che abbiamo accumulato,

tutto si è fatto chiaro….

Alcuni la chiamano “saggezza”.

 

Peccato che…..di vecchiaia si muore.

Numero1783

Sono sempre felice, sai perché? 
Perché io non mi aspetto niente
da nessuno, l’attesa fa sempre male.
I problemi non sono eterni
e hanno sempre una soluzione.
L’unica cosa che non ha soluzione
è la morte. Non permettere
a nessuno di offenderti, di umiliarti.
Non devi assolutamente farti
abbassare la tua autostima.
Le urla sono le armi dei vigliacchi,
di coloro che non hanno….ragione.
Troverai sempre persone
che ti vogliono dare
la colpa del loro fallimento,
ma ognuno avrà ciò che merita….
Goditi la vita, perché è molto breve,
amala pienamente e sii
sempre felice e sorridente,
vivi la tua vita intensamente.
E, ricorda:
Prima di discutere, respira;
Prima di parlare, ascolta;
Prima di criticare, esaminati;
Prima di scrivere, pensa;
Prima di far male, senti;
Prima di arrenderti, prova;
Prima di morire, VIVI !

William Shakespeare.

Numero1767

L’ INFERNO  E  IL  PARADISO

Dopo una lunga ed eroica vita, un valoroso Samurai giunse nell’aldilà e fu destinato al Paradiso. Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un’occhiata anche all’inferno. Un angelo lo accontentò e lo condusse all’inferno. Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi di pietanze succulente e di golosità inimmaginabili.
Ma i commensali, che sedevano tutt’intorno, erano smunti, pallidi e scheletriti da far pietà.
“Com’è possibile?” chiese il Samurai alla sua guida, “Con tutto quel ben di Dio davanti!”.
“Vedi : quando arrivano qui, ricevono tutti due bastoncini, quelli che si usano come posate per mangiare, solo che sono lunghi più di un metro e devono essere, rigorosamente, impugnati alle estremità. Solo così possono portarsi il cibo alla bocca”.
Il Samurai rabbrividì. Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppur una briciola sotto i denti.
Non volle vedere altro e chiese di andare subito in Paradiso.
Qui lo attendeva una sorpresa. Il Paradiso era un salone assolutamente identico a quello dell’inferno! Dentro l’immenso salone, c’era l’infinita tavolata di gente e un’identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi bastoncini lunghi più di un metro, da impugnare alle estremità per portarsi il cibo alla bocca.
C’era una sola differenza : qui la gente, intorno al tavolo, era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia.
“Ma com’è possibile ?” chiese il Samurai.
L’angelo sorrise.
“All’inferno, ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perché si sono sempre comportati così, nella vita. Qui, al contrario, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino”.

Antica Storia Giapponese.

Numero1707

Un uomo saggio

pensa sempre cosa dire

e non dice mai

quello che pensa.

Numero1686

Invecchiando, non voglio

sembrare più giovane,

voglio soltanto

sentirmi più felice.

Numero1637

Noi diventiamo saggi

non col ricordare

il nostro passato,

ma con la responsabilità

del nostro futuro.

G.B.Shaw.

Numero1590

Don’t forget :

beautiful sunsets

need cloudy skies.

Paulo Coelho.

 

Non dimenticare :

i bei tramonti

hanno bisogno

di nuvole nel cielo.

Numero1576

È un vero peccato

che impariamo le lezioni

della vita, solo quando

non ci servono più.

Oscar Wilde.

Numero1373

Il giorno in cui il bambino

si rende conto che tutti

gli adulti sono imperfetti,

diventa un adolescente;

il giorni in cui li perdona

diventa un adulto;

il giorno in cui perdona se stesso,

diventa un saggio.

Alden Albert Nowlan.

Nimero1315

La vera saggezza è

sapere di non sapere.

Socrate.

Numero1292

…..l’umiltà di non sentirsi

superiori a nessuno,

il coraggio di affrontare

qualsiasi situazione

e la saggezza di tacere

davanti alla stupidità 

di certe persone….

Francesco Bergoglio Papa.

Numero1244

Nulla di ciò che hai

ti appartiene,

ad eccezione

di ciò che sei.

Non vivere per avere,

vivi per essere.