Segnalata da Rita
Questa è una frase attribuita a Gandhi:
ci invita a riflettere sul nostro modo di affrontare le avversità.
La vita non è aspettare
che passi la tempesta,
ma imparare a ballare
sotto la pioggia.
Mahatma Gandhi.

Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Segnalata da Rita
Questa è una frase attribuita a Gandhi:
ci invita a riflettere sul nostro modo di affrontare le avversità.
La vita non è aspettare
che passi la tempesta,
ma imparare a ballare
sotto la pioggia.
Mahatma Gandhi.
SUCCISA VIRESCIT
La traduzione di questo motto latino è “Recisa alla base, torna a rinverdire”.
Le parole, che ornano lo stemma dell’abbazia di Montecassino, che mostra una quercia tagliata al piede, dal cui ceppo vanno spuntando rami nuovi, vengono anche usate in riferimento a tutto ciò che, dopo la distruzione, trova in sé la forza di tornare a nuova vita.
Si tratta di un simbolo (o di una allegoria, se considerata dal punto di vista delle figure retoriche) di rigenerazione, forza interiore, capacità di riscatto.
Ha funzione conativa, ovvero il suo scopo è quello di spingere l’individuo a reagire, a risollevarsi anche dopo un avvenimento tragico, distruttivo, che ha quasi annientato il suo essere.
“Quasi”, appunto, non del tutto.
E’ quell’avverbio a fare la differenza, a invitare a chiedersi di che pasta si è fatti, a spronare all’autorigenerazione.
L’icona dell’albero tagliato è metafora della straziante perdita (di una persona cara, di tutti i beni, della propria integrità corporea), ma i rami verdi che nonostante tutto iniziano a spuntare, generando le foglie, lo sono della capacità di affrontare anche i più grandi dolori, le più grandi perdite e rimettersi in piedi, ancora vivi, ancora fecondi di progetti, di idee, di giorni da affrontare con energia.
E’ simbolo della forza della vita che non dipende dall’energia personale, ma che senza la collaborazione e la volontà di chi aspira a rialzarsi non potrebbe comunque agire.
Contiene in sé l’implicazione di un passato pieno e rigoglioso, la presupposizione che si è subito un feroce attacco, l’antitesi tra la perdita quasi totale e la rinascita, il paradosso che un albero reciso possa germogliare e infine l’inferenza generata dai concetti di ceppo e rami verdi: la vita non muore mai, si rigenera in forme nuove e inaspettate.
Insomma, un vero albero della vita.
Queste, che ho riportato, sono le parole, le più espressive possibili, che ho trovato a titolo esplicativo riguardanti l’aforisma.
Le faccio pienamente e convintamente mie, nell’ estendere il mio augurio a tutti gli Italiani di ritrovare la forza di risollevarsi e rinascere da questo “Tsunami” dell’ Epidemia di Coronavirus che ci sta passando sulla testa.
È un’occasione storica: mostriamo al mondo di cosa siamo capaci.
Sono sicuro che ce la faremo.
Non amo fare numero,
preferisco fare la differenza.
…..e se la strada è in salita,
è solo perché sei destinato
ad arrivare in alto….
Le sfide
vanno sempre accettate.
Solo un pesce morto
segue la corrente.
Il “Fai pure!”,
detto da una donna,
non è un permesso,
ma una sfida.
Nei momenti in cui dobbiamo prendere
una decisione molto importante,
è meglio affidarsi all’impulso,alla passione,,
perché la ragione, generalmente,
cerca di allontanarci dal sogno,
adducendo la giustificazione
che non è ancora arrivata l’ora.
La ragione ha paura della sconfitta,
ma l’intuizione ama la vita e la sfida.
Quando meno ce l’aspettiamo,
la vita ci pone davanti ad una sfida,
per provare il nostro coraggio
e la nostra volontà di cambiamento.
Il corpo e l’anima
hanno bisogno
di nuove sfide.