Il vero potere
sta nel sapere.

Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Il vero potere
sta nel sapere.
Anagrammi dei nomi di alcune amiche :
Maria Grazia Fabris = brama sforzi agirai.
Elisabetta Barbetti = abbatterete stabili.
Marina Zamparutti = tu pranzi ammirata.
L’ INFINITO
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma, sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io, nel pensier, mi fingo, ove per poco,
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così, tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e naufragar m’è dolce in questo mare.
L’Infinito Giacomo Leopardi
Nel 1963, il Presidente J.F. Kennedy firmò l’atto n° 1110, con il quale toglieva alla FEDERAL RESERVE il diritto esclusivo di emettere denaro e dava al Ministero del Tesoro la facoltà di stampare moneta. Fu un colpo decisivo allo strapotere della FED, che è una Banca privata, e del Sistema Bancario.
Era il 4 Giugno 1963.
Meno di 6 mesi dopo, il Presidente Kennedy fu assassinato a Dallas.
PLEROMA
Pienezza, totalità dei poteri di Dio.
Termine (con pleromatico) usato in contesti gnostici – cristiani.
ENCRATISMO
Dottrina morale di matrice gnostico- cristiana a sfondo ascetico, di probabile influenza sethiana, che si diffuse in Gallia e Spagna, tra la fine del III e l’inizio del IV Secolo D.C.
Egkrateia = Continenza.
Continenti (Cristiani) = Coloro che praticavano la continenza.
PROSSENETISMO
Azione o comportamento da ruffiano.
Prosseneta = mediatore, sensale, mezzano, lenone.
Pro – xenos = a favore – straniero
Proxenein = ospitare, accogliere, proteggere.
SINCRETISMO
Fusione di teorie filosofiche o dottrine religiose diverse.
Plutarco : Coalizione Cretese. I Cretesi misero da parte le loro differenze, per coalizzarsi, in vista di pericoli esterni.
Erasmo da Rotterdam : Sincretismus = fusione, mescolanza,tendenze eclettiche e conciliatrici tra scuole di pensiero diverse.
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui della bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense”.
Queste parole da loro ci fur porte. (Paolo e Francesca) InfernoV
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.
Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangea; sì che di pietade
io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade. (Paolo e Francesca) Inferno V
E quella a me: “Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa il tuo dottore.
Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò, come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse.
Soli eravamo e sanza alcun sospetto”. (Paolo e Francesca) Inferno V
Poscia ch’io ebbi il mio dottore udito
nomar le donne antiche e ‘ cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.
I’ cominciai; “Poeta, volentieri
parlerei a quei due che insieme vanno
e paion sì al vento esser leggieri”. (Paolo e Francesca) Inferno V
E ‘l Duca a lui: “Caron, non ti crucciare,
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole e più non dimandare. Inferno III
Ed ecco verso noi venir per nave
un vecchio bianco per antico pelo
gridando: “Guai a voi, anime prave!
Non isperate mai veder lo cielo.
Io vegno per menarvi all’altra riva
nelle tenebre etterne, in caldo e in gelo. (Caronte) Inferno III
Poscia ch’io ebbi rotta la persona
di due punte mortali, io mi rendei,
piangendo, a quei che volentier perdona.
Orribil furon li peccati miei
ma la bontà infinita ha sì gran braccia
che prende ciò che si rivolge a lei. (Manfredi di Svevia) Purgatorio IV