Numero698

Winchester (U.K.)   24 Agosto 2002.

In un campo di grano, compaiono  il volto di un ALIENO GRIGIO e un cerchio a forma di disco con cerchi concentrici. Le due immagini sono composte con una serie di 0 e 1 (linguaggio informatico universale). La decifrazione è la seguente:

Beware the Bearers of false gifts = Diffidate dei Portatori di falsi doni.

and their broken promises.               = e delle loro promesse infrante.

Much pain but still time.                      = Molto dolore ma c’è ancora tempo.

There is good out there.                      = C’è del buono là fuori.

We oppose deception,                         = Ci opponiamo al tradimento.

Conduit closing.                                       = Canale in chiusura.

Numero697

PLEROMA

Pienezza, totalità dei poteri di Dio.

Termine (con pleromatico) usato in contesti gnostici – cristiani.

Numero696

ENCRATISMO

Dottrina morale di matrice gnostico- cristiana a sfondo ascetico, di probabile influenza sethiana, che si diffuse in Gallia e Spagna, tra la fine del III e l’inizio del IV Secolo D.C.

Egkrateia = Continenza.

Continenti (Cristiani) = Coloro che praticavano la continenza.

Numero695

PROSSENETISMO

Azione o comportamento da ruffiano.

Prosseneta = mediatore, sensale, mezzano, lenone.

Pro – xenos = a favore – straniero

Proxenein = ospitare, accogliere, proteggere.

Numero694

SINCRETISMO

Fusione di teorie filosofiche o dottrine religiose diverse.

Plutarco : Coalizione Cretese. I Cretesi misero da parte le loro differenze, per coalizzarsi, in vista di pericoli esterni.

Erasmo da Rotterdam :  Sincretismus = fusione, mescolanza,tendenze eclettiche e conciliatrici tra scuole di pensiero diverse.

Numero693

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende

prese costui della bella persona

che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

 

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

 

Amor condusse noi ad una morte:

Caina attende chi a vita ci spense”.

Queste parole da loro ci fur porte.              (Paolo e Francesca)           InfernoV

Numero692

Per più fiate li occhi ci sospinse

quella lettura e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

 

Quando leggemmo il disiato riso

esser basciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

 

la bocca mi basciò tutto tremante.

Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

Mentre che l’uno spirto questo disse,

l’altro piangea; sì che di pietade

io venni men così com’io morisse.

 

E caddi come corpo morto cade.          (Paolo e Francesca)         Inferno V 

Numero691

E quella a me: “Nessun maggior dolore

che ricordarsi del tempo felice

ne la miseria; e ciò sa il tuo dottore.

 

Ma s’a conoscer la prima radice

del nostro amor tu hai cotanto affetto,

dirò, come colui che piange e dice.

 

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lancialotto come amor lo strinse.

Soli eravamo e sanza alcun sospetto”.           (Paolo e Francesca)       Inferno V

Numero690

Poscia ch’io ebbi il mio dottore udito

nomar le donne antiche e ‘ cavalieri,

pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.

 

I’ cominciai; “Poeta, volentieri

parlerei a quei due che insieme vanno

e paion sì al vento esser leggieri”.             (Paolo e Francesca)          Inferno V

Numero689

E ‘l Duca a lui: “Caron, non ti crucciare,

vuolsi così colà dove si puote

ciò che si vuole e più non dimandare.                          Inferno III

Numero688

Ed ecco verso noi venir per nave

un vecchio bianco per antico pelo

gridando: “Guai a voi, anime prave!

 

Non isperate mai veder lo cielo.

Io vegno per menarvi all’altra riva

nelle tenebre etterne, in caldo e in gelo.            (Caronte)     Inferno III

Numero687

Poscia ch’io ebbi rotta la persona

di due punte mortali, io mi rendei,

piangendo, a quei che volentier perdona.

 

Orribil furon li peccati miei

ma la bontà infinita ha sì gran braccia

che prende ciò che si rivolge a lei.                  (Manfredi di Svevia)        Purgatorio IV

Numero686

Per me si va nella città dolente,

per me si va nell’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente.

 

Giustizia mosse il mio alto fattore,

fecemi la divina potestate,

la somma sapienza e ‘l primo amore.

 

Dinanzi a me non fur cose create,

se non etterne e io etterno duro.

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.                   Inferno III

Numero685

Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?                    Purgatorio XVI

Numero684

Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura,

ché la diritta via era smarrita.

 

Ahi, quanto a dir qual era è cosa dura

esta selva selvaggia e aspra e forte

che nel pensier rinnova la paura.

 

Tant’è amara che poco è più morte;

ma per trattar del ben ch’io vi trovai,

dirò dell’altre cose ch’i’ v’ho scorte.                           Inferno I